Pirlo nella storia. Adesso è lui
il nuovo principe azzurro

PRIMATO. La favola del campione di Flero si arricchisce di un nuovo record «made in Brescia». Domani diventerà il bresciano con più presenze con la Nazionale. A distanza di 10 anni dall'esordio ecco il sorpasso su Franco Baresi
28/02/2012
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Andrea Pirlo: il regista della Juve domani toccherà le ottantadue presenze con la maglia della nazionale italiana

Se Andrea Pirlo giocasse ancora nel Milan, si potrebbe parlare di sorpasso in famiglia. Invece, con il genietto in bianconero, Milan-Juve ha un'appendice bresciana in azzurro. Domani, scendendo in campo nell'amichevole contro gli Stati Uniti, Pirlo collezionerà la presenza numero 82 e diventerà il bresciano con il maggior numero di gettoni in Nazionale. Supererà Franco Baresi, travagliatese di nascita e bandiera milanista. PIRLO, poi, si lancerà all'assalto di altri traguardi. Adesso occupa l'8° posto nella graduatoria assoluta delle presenze in Nazionale, a fianco di Beppe Bergomi, Marco Tardelli e dello stesso Franco Baresi. Davanti a loro ci sono Alex Del Piero (91), il povero Giacinto Facchetti (94), Gianluca Zambrotta (98), Dino Zoff e Gigi Buffon, appaiati con 112, Paolo Maldini (126) e il capolista Fabio Cannavaro (136). Ma domani, contro gli Stati Uniti, il genietto di Flero staccherà Franco Baresi, il libero di Travagliato, e continuerà il cammino in maglia azzurra. Sono loro i due alfieri bresciani. Divisi da pochi chilometri di strada, uniti dalla stessa maglia (uno è rimasto nel Milan per una vita intera, l'altra per dieci anni, prima di passare alla Juventus), e dall'identico modo di vivere il calcio: con semplicità ed eleganza, tanta forza nello stile, e a voce bassa, senza mai andare sopra le righe. Pirlo ha raggiunto Baresi a metà novembre, nella gara contro l'Uruguay a Roma. E adesso lo staccherà. IL RAPPORTO di Pirlo con la Nazionale ha radici profondissime. Il primo a convocarlo per una rappresentativa azzurra, la Under 15, è Romeo Benetti. Nel febbraio '94 il ruvido mediano veronese di Albaredo d'Adige, ex di Sampdoria, Milan, Juventus e Roma, chiama il piccolo talento per il torneo internazionale di Algarve, in Portogallo. Tra i compagni, Maffeis, anche lui del Brescia. Ed è subito Under 16. Sergio Vatta e Antonio Rocca lo fanno debuttare a Prato, contro la Germania, il 22 settembre '94. Andrea sblocca il punteggio, ma i tedeschi operano l'aggancio e il sorpasso (2-1). Oltre a Maffeis, c'è Forlani. Nel settembre '95 Francesco Rocca lo utilizza nella Juniores. Curioso il fatto che Pirlo abbia il numero 9 e Gattuso il 10. Debutta nella Under 21 il 25 marzo '98, a La Valletta, contro Malta (successo per 1-0). In squadra, Zambrotta, Gattuso, Baronio, Ambrosini e il portiere Abbiati. Con Marco Tardelli in panchina. Il 19 novembre '99 elimina la Francia di Domenech dalle qualificazioni agli Europei, siglando il gol decisivo su punizione, al 120', e l'anno dopo conquista il titolo continentale. Ma alle Olimpiadi in Australia non ha fortuna, pur avendo deciso la gara inaugurale contro i canguri. Nel 2004, ai Giochi di Atene, utilizzato come fuori quota, prende la medaglia di bronzo. Giovanni Trapattoni lo fa debuttare nella Nazionale maggiore il 7 settembre 2002, a Baku, 2-0 contro l'Azerbaijan, in occasione delle qualificazioni agli Europei in Portogallo. E' il momento della ripresa degli impegni dopo i Mondiali in Giappone e Corea del Sud.  Pirlo firma il suo primo gol in Africa (4-0 con la Tunisia il 30 maggio 2004). Con Marcello Lippi diventa punto di riferimento inamovibile del centrocampo, il direttore d'orchestra, l'architetto abile a disegnare geometrie. E conquista la vittoria ai Mondiali di Germania 2006, andando subito a segno nella partita inaugurale, contro il Ghana. Nella finale contro la Francia fornisce a Materazzi il cross dell'1-1, prendendosi la responsabilità di calciare (e trasformare) il primo rigore della serie. Andrea raggiunge il tetto del mondo. NELL'AGOSTO 2007 festeggia la 50a presenza, a Nizza, contro l'Austria (2-2). In campo, con lui, altri due bresciani: Marco Cassetti e Daniele Bonera. I commissari tecnici cambiano (Roberto Donadoni, poi ancora Lippi, adesso Cesare Prandelli, da Orzinuovi), ma tutti confermato fiducia al genietto di Flero, che continua a scandire il passo e il ritmo. Quando manca Buffon, Prandelli lo nomina capitano. Succede ad esempio nelle qualificazioni agli Europei, periodo 2010-11, contro Estonia, Far Oer il 7 settembre (gara nella quale firma su rigore il suo 9° gol, l'ultimo) e Irlanda del Nord, sia all'andata che nel ritorno. Gli Europei saranno l'obiettivo dell'estate. Nell'ultima edizione è rimasto a guardare i compagni perdere a Vienna contro la Spagna ai rigori. Squalificato per somma di ammonizioni, non ha potuto dare una mano. Così ha assistito alla eliminazione della squadra e al successivo allontanamento di Donadoni. Quattro anni dopo al nuovo principe azzurro bresciano serve una nuova corona.  

Sergio Zanca

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