E la rabbia corre sul web:
racconta qui la tua storia, commenta con noi l'emergenza di S.Felice
Silvio è categorico: «Di pagare la bolletta non se ne parla nemmeno». Michela è pronta a dare battaglia: «Io mi sono attivata per chiedere informazioni ad alcune associazioni che tutelano i diritti dei cittadini affinchè mi diano indicazioni su come procedere: credo sia indispensabile un'azione collettiva perchè è inaccettabile quanto è accaduta ed è inaccettabile che Gardauno non abbia provveduto ad informare capillarmente la popolazione».
L'indignazione corre sulla rete. S.Felice si interroga, si arrabbia, scalpita, si informa e minaccia digitando una valanga di post in una convulsa giornata con troppi silenzi e qualche tentativo di minimizzare la portata dell'inquinamento.
È il blog del gardesano Maurizio Molinari (http://garda2o.wordpress.com) a catalizzare l'attenzione di tanti abitanti di San Felice in cerca di notizie su questa maledizione di Montezuma fra le vigne della Valtenesi e nella rete finiscono racconti di giornate passate dal letto al divano squassati dal terremoto intestinale, di intere famiglie messe ko, di risposte che non vengono e di allarmi che arrivano anche da paesi vicini come Puegnago. La rete diventa così il luogo per cercare risposte che non arrivano, per cercare quel conforto che dovrebbe essere istituzionale, ma che arriva dal passa parola interattivo dalla selva di nickname dietro la quale si nascondono gardesani alle prese con fermenti lattici e crampi intestinali. «Volevo far notare che da parte di Garda Uno non c'è nemmeno una riga di chiarimento o di informazione sul proprio sito (secondo me è assai grave) - scrive a Bresciaoggi Graziano -. Altro punto importante è la difficoltà di valutare l'entità del fenomeno. A livello personale posso testimoniare come non ci sia famiglia di amici e conoscenti che non abbia in casa almeno una persona colpita da questa infezione. Noi abitiamo a Cisano, da sabato a oggi quattro su quattro ko con i ragazzi con la febbre a 39».
Che fare? Se lo chiedo in tanti («si possono lavare i piatti?» «e la doccia è pericolosa?» «io sono stata male dopo aver nuotato in piscina») e in tanti rimangono senza risposta che non sia: «il fenomeno è sotto controllo». Aldo si è informato anche sul pane e dal Comune è stato rassicurato: «Mi dicono - scrive - che viene fatto da oggi con acqua di altri acquedotti, per cui qui dovremmo essere tranquilli». E la rete lancia anche alcune domande precise alle quali vorrebbe altrettanto precise risposte: «Di cosa si tratta? Che cosa non ha funzionato? Cosa si è rotto o cosa non è stato considerato? Quale è il danno che ha causato una simile epidemia» osserva Gully. E Arnaldo pensa già agli effetti che ciò avrà sul turismo: «La nostra amministrazione appena insediata, a questo punto dovrebbe provvedere velocemente a far piena luce sulla vicenda individuando le eventuali responsabilità, ma soprattutto rivedendo l'opportunità di continuare ad affidare la gestione a Garda Uno».
L'indignazione monta come un fiume in piena (su Facebook qualcuno ha appena fondato un gruppo con apprezzamenti assai poco lusingheri sul gestore dell'acquedotto) e qualcuno approfitta anche del sito di Bresciaoggi (www.bresciaoggi.it) per raccontare del suo bambino di 18 mesi che ha perso quasi un chilo su 11 e rischia la disidratazione e di quei silenzi che colpiscono allo stomaco quasi più dei batteri. «Mi chiedo quando ci diranno la verità, nomi e cognomi di chi ha sottovalutato la situazione non chiara da giorni o che per negligenza non ha svolto bene il suo lavoro.
«Per un senso civico, per un senso del dovere, per coscienza di fronte agli occhi di quei bambini o anziani che stanno soffrendo a causa di questo, spero sia fatta luce e che non ci diano a bere chissà cos'altro!!». Il post è firmato Debora, ma è come se fosse firmato: «gli abitanti di San Felice del Benaco».
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1 Elisa e L'autoritratto 18/06/2009 10:14 1 commenti
mi ritrovo perfettamente in ciò che avete raccontato, siamo in tanti ad esserci appoggiati a blog e rete per info e condivisione. e nei giorni in cui non c'erano notizie ci siamo informati da noi di non bere l'acqua con lo status di twitter o di facebook e con il meno tecnonologico telefono ed è stato allora che ci siamo resi conto che eravamo stati tutti male. Dissenteria e vomito passano ma lo stomaco resta ko, sono due 2 giorni (quelli dopo la fase acuta) che riesco mangiare solo una banana e due cubetti di grana... la mia cronaca la trovata sul mio blog: http://elisa-e-lautoritratto.blogspot.com/