Ma c'è chi lo difende: non è un truffatore

IL PERSONAGGIO. Un uomo carismatico secondo alcuni, un millantatore secondo altri: ecco le testimonianze di quanti si sono rivolti a lui in questi anni


Una grande devozione per Padre Pio ma la Diocesi è molto cauta sulla vicenda
09/10/2009
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I paramenti sacri sequestrati nell’abitazione-studio del presunto truffatore di Castrezzato

Castrezzato. Chi è Giuseppe Zani? Un "guaritore" che gioca con la vita delle persone, come è dipinto dalle accuse, o una figura carismatica, un mistico devoto a Padre Pio che sa infondere con la sua parola fiducia nelle persone?
SE IL SUO CASO dovesse approdare un giorno in un'aula del tribunale, però, c'è da scommettere che sul banco dei testimoni della difesa potrebbero sfilare decine e decine di testi. Da Gambara a Manerbio passando per Pompiano e Offlaga sono molte le persone a giurare non solo sulla buona fede ma anche sulle virtù terapeutiche dei trattamenti di Giuseppe Zani. «Non è vero ma ci credo, si dice così, o no? - racconta un'artigiano 40enne di Manerbio con trascorsi calcistici semiprofessionistici -: ho scoperto lo studio di Giuseppe attraverso i miei suoceri. Le sedute a Castrezzato gli davano sollievo dall'artrosi deformante. Poi ci sono andato anche io per lo spostamento di una vertebra lombare. Non ha mai promesso di guarirmi ma il dolore dopo le sedute di bioterapeutiche mi è sempre passato. E che dire di mio figlio che si è rimesso da un'infiammazione al tendine grazie alle mani di Giuseppe». D'accordo, ma le tariffe? «Diecimila lire a seduta nel 1997, poi sempre offerta libera - taglia corto l'artigiano -: liberi di non crederci, ma come si dice per me non è vero ma ci credo». Sulla stessa lunghezza d'onda le testimonianze di altri sportivi di San Paolo.
«FRA I GIOCATORI dilettanti è molto conosciuto - ammette un bancario, vecchia gloria del calcio dilettantisco della Bassa -: il passa parola dello spogliatoio è i presunti effetti benefici delle sedute sono stati una pubblicità straordinaria. Ci sono andato tre volte, la prima è stata un flop, poi però ho detto addio alla cervicale, il tutto al prezzo di 60 euro. Dicono che è un imbroglione? Consiglierei le autorità di fare un giro anche nei cosiddetti centri di medicina sportiva autorizzati, sbirciando il listino prezzi. Così, per pura curiosità». A difendere a spada tratta Giuseppe Zani anche una pensionata di 78 anni di Gottolengo. «Soffro di gonartrosi bilaterale - racconta -, ho il cuore ammalato e non posso curarmi con gli antinfiammatori. In questi anni l'unico sollievo dai dolori atrosici alle ginocchia sono state le sue cure. Certo qualche volta non hanno funzionato ma la maggioranza delle volte sì. Se qualcuno lo ha messo nei guai lo ha fatto per motivi oscuri e non certo per le sue terapie e le parole di speranza e misericordia cristiana che dispensa durante le sedute». Emblematica la testimonianza di un professionista di Offlaga: «Avevo un problema psicofisico di cui non voglio parlare e Giuseppe mi ha aiutato. Ho chiesto di pagarlo mi ha risposto di fare un'offerta per l'ospedale dedicato a Padre Pio: e questo sarebbe un truffatore?».
«Lui era una persona che aveva doti da pranoterapeuta, ma escluderei che si sia arricchito con questo, chiedeva sempre un'offerta. Forse con i prodotti di erboristeria guadagnava di più, ma non credo a quello che dicono» racconta un professionista che periodicamente faceva qualche centinaio di chilometri per incontrarlo nella sua casa di Castrezzato. «Pregavamo insieme - continua - e insieme siamo andati in pellegrinaggio a Medjugorie e da Padre Pio. È una persona semplice piena di fede, non un santone o un guaritore. È uno che ti dice di cosa soffrivi e ti invita ad andare dal medico».
Pellegrinaggi, preghiere e una contagiosa devozione per Padre Pio tanto da raccogliere attorno a sè molte persone. «Per noi Giuseppe Zani è una persona che come tante altre (e ai nostri incontri partecipano un minimo di 150 persone) quando vuole si unisce a noi per pregare» tiene a precisare don Gianni Vignoni, il sacerdote al quale la diocesi ha affidato la cura dei gruppi di preghiera di Padre Pio. «Nessun compito di responsabilità - continua - e tutto il resto compete alla sua vita privata nulla ha a che vedere con il gruppo».
CAUTO ANCHE monsignor Oliviero Faustinoni, parroco di Villa Carcina, esperto per la diocesi delle nuove spiritualità e dei culti alternativi. Di Giuseppe Zani ricorda la vicenda che nel '90 portò al pronunciamento ufficiale di censura della Curia. «Allora - spiega - servì a far retrocedere il movimento e a farlo apparentemente scomparire come riassorbito dalla dottrina cattolica ortodossa. Ma evidentemente non fu così e nemmeno ci sappiamo spiegare dal punto di vista ideologico che agganci abbia il culto deviato con la millantata professione medica».
Quanto alla presenza di paramenti sacri il sacerdote tiene a precisare che mancano, almeno per ora, le prove di vere e proprie celebrazioni. Nei prossimi giorni comunque la Curia dovrebbe diramare una nota ufficiale sulla vicenda.