Schiacciato dal toro, muore un agricoltore

DRAMMA SUL LAVORO. Ieri pomeriggio all'interno della cascina Bredella di Pontoglio, l'animale ha stretto l'allevatore contro un muro uccidendolo sul colpo

Giuseppe Ranghetti, 70 anni stava controllando alcuni bovini prima della vendita di tutti i capi: tra poco avrebbe cessato l'attività
  • 29/10/2009
 
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I carabinieri sul luogo dell’infortunio

Pontoglio. Giuseppe Ranghetti, 70 anni, vissuti tutti nella cascina Bredella, in via Molise, nella campagna di Pontoglio, se ne è andato in un pomeriggio di sole, mentre con il figlio e un veterinario stava controllando le bestie che aveva venduto. Ad ucciderlo sul colpo è stata una testata, improvvisa e violentissima, di uno dei tori in vendita, che schiacciandolo contro il muretto di cinta del recinto gli ha sfondato la casa toracica. Per il 70enne allevatore, che lascia la moglie Carmelina e i figli Roberta, Dario e Luca, quella di ieri doveva essere una delle ultime giornate di lavoro nella cascina Bredella dove era nato nel maggio del 1939. Poco prima delle 16, in cascina era arrivato il veterinario dell'Asl per le ultime visite e per le pratiche che accompagnano la vendita dei bovini.
«Si erano seduti in cucina - racconta la moglie con gli occhi gonfi di lacrime - e il veterinario aveva scritto delle ricette credo, poi insieme con mio figlio sono usciti e sono andati nel recinto. Dopo pochi minuti mio figlio è rientrato dicendo che il toro lo aveva schiacciato: abbiamo chiamato subito il 118, sono arrivate l'ambulanza e l'elicottero ma i medici hanno detto che non c'era nulla da fare». La tragedia si è consumata in pochi secondi: i tre erano entrati nel recinto dove con il toro c'erano alcune femmine per un controllo di routine, che il 70 enne allevatore aveva fatto migliaia di volte. L'allevatore con il veterinario si era avvicinato ad uno dei capi senza particolari problemi, anche perché dei quattro tori dell'allevamento era quello che non aveva mai dato grossi problemi.
«Era il meno matto - conferma uno dei vicini accorsi dopo il dramma -: mi verrebbe voglia di bruciare tutto se penso che Beppe avrebbe dovuto smettere tra quindici giorni». Secondo alcune esperti probabilmente il toro, a cui erano state tagliate le corna come agli altri capi presenti nell'allevamento, interpretando l'ingresso dei tre uomini come un invasione del suo territorio avrebbe reagito caricando chi gli era più vicino. L'animale, un bel capo pezzato di oltre 800 chili, quando l'allevatore gli è arrivato vicino si è girato di scatto e lo ha colpito all'improvviso con una tremenda testata che lo ha sollevato schiacciandolo contro il muro di cinta prima che potesse sfuggire e che gli altri due uomini potessero reagire.
L'allevatore, ricaduto a terra privo di sensi è stato recuperato e sottratto alla bestia, ma per lui non c'è stato nulla da fare: l'èquipe di rianimazione dell'eliambulanza ha potuto solo constatare il decesso. Nella cascina sono arrivati la pattuglia dei Carabinieri di Chiari, il veterinario, e gli operatori dell'Asl che hanno proceduto ai rilievi, mentre il toro, tornato calmo, è stato isolato. Alla Bredella, una delle cascine storiche di Pontoglio, ieri sera sono arrivati subito vicini e amici dell'allevatore morto. Insieme hanno aiutato il figlio ad accudire il bestiame mentre procedevano gli accertamenti giudiziari. Al termine la salma dello sfortunato agricoltore è stata rimossa e composta in una stanza della cascina.

Giancarlo Chiari

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