Zavoli: siamo alle strette, sciogliere in fretta i nodi
Via libera ai talk show sulle tv private mentre, per il momento, in Rai restano al buio i programmi di approfondimento, mentre al loro posto arrivano le Tribune Politiche. Il Tar del Lazio ha infatti accolto la richiesta di sospensiva del regolamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, avanzata da Sky e Ti Media, di fatto annullando il regolamento per l'applicazione della par condicio che l'Agcom aveva realizzato in fotocopia a quello della Commissione di Vigilanza per la Rai. E, nel pomeriggio, la Commissione servizi e prodotti dell'Autorità presieduta da Corrado Calabrò ha fatto marcia indietro invitando anche la Rai a fare altrettanto. Ma in Rai la questione non è per niente risolta e il consiglio d'amministrazione straordinario convocato d'urgenza per lunedì si troverà ad affrontare una discussione di grande valore politico ma con pochi margini di concretezza. Per il capogruppo in Vigilanza Pdl Alessio Butti, piuttosto «la Rai deve svegliarsi e fare finalmente, subito le tribune».
«Siamo alle strette e i nodi, a due settimane dalle elezioni, vanno sciolti in fretta», raccomanda al Cda il presidente della Vigilanza Sergio Zavoli che aggiunge: «Voglio credere che la Rai, a questo punto, decida di rivedere la scelta di applicare nella versione più restrittiva il Regolamento approvato ripristinando i programmi di approfondimento«. Ma lo stesso Zavoli però ripropone talk-show «senza la presenza di politici né il ricorso a temi riconducibili all'attualità politica«. Quindi stop alla politica anche se di fatto gli spazi dei tradizionali talk show per il mese prossimo in Rai non ci sono più. Ieri infatti, sempre in osservanza delle regole della bicamerale, la Rai ha stabilito il calendario delle Tribune politiche e delle Conferenze stampa. Quindi lunedì i componenti del consiglio se pure decidessero di ripristinare i talk-show, dovrebbero farlo in spazi che queste trasmissioni non occupano tradizionalmente. Il presidente Paolo Garimberti è soddisfatto della decisione del Tar che riconosce l'illegittimità proprio per la mancata distinzione tra «programmi d'informazione» e «comunicazione politica» come lui stesso aveva messo in evidenza nei giorni scorsi.
