Il Tar boccia la par condicio: possono tornare i talk show
POLITICA IN TIVÙ. I giudici accolgono il ricorso di Sky e Telecom Italia Media contro il divieto per le emittenti privateAgcom invita la Rai ad adeguarsi Soddisfatti i giornalisti Gasparri: «Questo dimostra che è una legge superata»
ROMA
Stop al regolamento sulla par condicio che vieta in periodo elettorale lo svolgimento di talk show di approfondimento politico, come «Ballarò», «Annozero» e «Porta a Porta». Lo ha deciso il Tar del Lazio che ha accolto la richiesta presentata da Sky e Telecom Italia Media.
Sulla base di questa decisione (riguardante solo le tv private) l'Autorità per le comunicazioni (Agcom) ha annullato le disposizioni finora impartite ed ha invitato la Rai a rivedere a sua volta le norme. Via libera, quindi, ai talk show. La decisione della Rai, comunque, sarà presa lunedì.
È subito polemica tra maggioranza ed opposizione. Il Tar, ha dichiarato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, «ha ripristinato criteri saggi e assennati mostrando l'assoluta irragionevolezza delle norme che bloccano i programmi di dibattito politico». Ma ora, aveva avvertito Bersani prima che fosse nota la decisione dell'Agcom, c'è «il rischio che il solo servizio pubblico rimanga ostaggio di norme che limitano libertà e discussione». Anche la Rai, quindi, dovrà riaprire i talk show sospesi nei giorni scorsi.
La maggioranza è di parere opposto. Il Tar, precisa Alessio Butti (Pdl), membro della commissione di Vigilanza Rai, ha accolto solo la richiesta delle emittenti private. Per quanto riguarda la Rai, quindi, va applicato il regolamento della Vigilanza che vieta i talk show in campagna elettorale.
Soddisfatti sono ovviamente i conduttori dei programmi tv. Per Michele Santoro di «Annozero» «si comincia a smantellare il castello di illegalità». Ed ora attende dalla Rai «un comportamento consequenziale». La sentenza del Tar è un'ottima notizia anche per Giovanni Floris («Ballarò») che spera, come Santoro, nella ripresa della sua trasmissione. Bruno Vespa («Porta a porta») è invece pessimista e considera «molto difficile» che la sentenza sia applicata anche dalla Rai. Interviene anche il presidente del Senato per precisare che le sentenze possono essere non condivise, ma vanno rispettate. La legge sulla par condicio, comunque, a suo parere, dovrebbe essere migliorata.
Si riprendano subito i talk show, chiede Paolo Gentiloni del Pd che considera in contrasto con la legge sulla par condicio la norma che ha vietato le trasmissioni di approfondimento. Ed ora, sostiene il vice presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, deve essere ripristinata la legalità. Sulla stessa linea è l'Italia dei Valori. Per Nello Formisano della commissione di Vigilanza la sentenza del Tar ha dimostrato che l'approvazione del nuovo regolamento sulla par condicio è stata «una grande cavolata» ed adesso la Rai «è obbligata a riconsiderare il tutto».
Per il capogruppo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, la sentenza sulla par condicio dimostra ancora una volta che questa legge è decisamente superata. Dopo le elezioni, ha assicurato, saranno varate nuove norme che garantiscano il pluralismo senza le rigidità eccessive prima volute dalla sinistra e poi contestate. «Mi stupirei, lo dico sotto la mia responsabilità, se un divieto del genere valesse per la Rai e non valesse per le grandi reti nazionali, penso per esempio a Mediaset», afferma il ministro della Difesa Ignazio La Russa. «Tuttavia non dimentichiamo che e' un servizio pubblico e credo abbia maggiori doveri delle altri reti».
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