Studenti nelle piazze: «Non rubateci il futuro»
Studenti, medi ed universitari, vestiti di verde o con indosso i sacchi della spazzatura, in piazza in tutta Italia per difendere la scuola pubblica e per protestare contro le politiche del Governo: non è stato il ritorno dell'Onda, e soprattutto non ci sono stati incidenti (danni per 10 mila euro sono segnalati a Milano), ma sono stati in migliaia in 40 città a protestare al grido «le vostre tasse le paga il nostro futuro». E a lanciare carta igienica, simbolo della «scuola che va a rotoli».
Nel giorno dello sciopero della Cgil, il mondo della scuola ha manifestato, anche con la protesta indetta dai Cobas che si sono riuniti in 50 mila a Roma, con un'astensione dal lavoro «oltre le previsioni»: dai dati delle principali città rilevati dai Cobas, «più del 50% di docenti ed Ata vi hanno partecipato, avvicinandosi al record del 17 febbraio 2000». Ma secondo dati di Viale Trastevere l'adesione si è attestata intorno al 12%. Secondo gli studenti si sono mobilitati in oltre 300.000, superando del 30% il dato dell'astensione dalle lezioni nelle scuole superiori.
Controreplica di Giorgio Stracquadanio (PdL), secondo il quale «il flop di oggi dimostra ancora come i tentativi della sinistra di sollevare la piazza contro il governo non trovino pi nessun ascolto da parte dell'opinione pubblica».
Presidi e manifestazioni sono state organizzate dall'Unione degli Universitari e della Rete degli Studenti in occasione dello sciopero generale della Cgil. Iniziative di protesta anche da parte dell'Unione degli studenti e dal coordinamento universitario Link.
«Oggi è un'occasione per parlare di noi, per parlare dei problemi degli studenti, per denunciare il furto di futuro in corso», ha spiegato Sofia Sabatino, portavoce nazionale della Rete: «Il governo dei furbetti aiuta i suoi amici ad evadere le tasse, a prendere appalti: un banchetto vergognoso che viene pagato dalle risorse sottratte alla nostra formazione, ai nostri diritti, al nostro domani».
