Sanità, scontro Vendola-Tremonti
CONTI IN ROSSO. Il ministro non firma il piano di rientro della Regione Puglia. Il governatore: «È un attacco politico»In Calabria il commissario sarà lo stesso presidente Scopelliti, affiancato dalla Guardia di Finanza
BARI
Batte i pugni sul tavolo, alza la voce, promette battaglia «senza precedenti»: Nichi Vendola è infuriato. Ce l'ha con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che non ha voluto firmare il piano regionale di rientro dal deficit sanitario e che ieri ha detto di averlo fatto perché il governo non intende tollerare che «la Puglia diventi una nuova Grecia». Ma ad avere la peggio, nei discorsi di Vendola, sono soprattutto il ministro dei Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, e il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese, suo competitore nelle elezioni regionali. Vendola li chiama «traditori della Patria», «sabotatori», «suggeritori» che raccontano falsità. Vendola parla di «un atto di sabotaggio» di Tremonti, che ha «sospeso le regole dello Stato di diritto». Non si fa attendere la risposta dei ministri: «Noi chiediamo solo di poter fare sul serio partendo dai numeri. Se il presidente Vendola si sottrae alla logica dei numeri preferendo una logica... greca, il sabotatore è lui. Di se stesso e della sua Regione». E Palese annuncia querele.
Vendola accusa Tremonti di smentire i suoi stessi tecnici e il ministro della Salute Fazio, che era pronto a firmare. «I conti della Puglia sono a posto» dice Vendola. «Il piano della Puglia non è causato da un disavanzo sanitario, ma paghiamo le penalità retroattive che riguardano la violazione del patto di stabilità del 2006-2008». E parla di una «partita di crudeltà sociale per fini di lotta di potere», un atto deliberato per colpirlo l'indomani della sua disponibilità a candidarsi a premier per il centrosinistra.
Quanto al rischio-Grecia, poco dopo arriva da Moody's la notizia che la Regione Puglia gode di un rating A1 con prospettive stabili e che il rating non è sotto osservazione. Vendola annuncia anche che chiederà l'intervento del presidente della Conferenza Stato-Regioni, Errani e del Capo dello Stato Napolitano.
Intanto in Calabria la Guardia di finanza affiancherà il presidente della Regione, nominato commissario straordinario alla sanità, per sancire «il ritorno dello Stato», come ha detto Tremonti. Lo ha deciso ieri il Consiglio dei ministri. L'intervento era stato caldeggiato dallo stesso governatore Giuseppe Scopelliti: «Stiamo lavorando sul deficit, sul nostro programma di riorganizzazione economico-strutturale e sui risparmi: sono convinto che con strategie condivise, la situazione si possa risolvere». Analoghe decisioni erano stato adottate per Lazio, Campania, Abruzzo e Molise, tutte con i conti sanitari in rosso.
E proprio sulle cifre del disavanzo, si è assistito ad un balletto dei numeri: due miliardi, 1,6 mliardi, o, come dice Scopelliti, 870 milioni? Neppure l'advisor Kpmg ha saputo sciogliere l'enigma.
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