Gruppi «dissidenti», crepe in Parlamento

«FUTURO E LIBERTÀ». C'è già a Montecitorio. «Lunedì anche al Senato»
31/07/2010
Zoom Foto
Roma: Fabio Granata e Italo Bocchino alla conferenza stampa di Fini

ROMA
La rottura è anche nelle aule parlamentari. E i numeri della maggioranza ora vanno verso l'incertezza. I finiani si sono staccati dai gruppi del Pdl alla Camera e al Senato, per costituire gruppi autonomi sotto il nome di «Futuro e libertà per l'Italia». Per Montecitorio, l'annuncio è stato dato ieri in apertura della seduta dal presidente di turno Maurizio Lupi. Sono 33 i deputati che confluiscono nel gruppo autonomo che si pone come una «costola» della maggioranza, ma che con tutta probabilità diventerà presto una spina nel fianco. Del gruppo di «Futuro e libertà» alla Camera fanno infatti parte tutti i finiani della prima ora, a partire da Bocchino, Granata, Briguglio, passando per Giulia Bongiorno, Giuseppe Consolo, Mirko Tremaglia, fino a Flavia Perina, Luca Barbareschi, Adolfo Urso e Andrea Ronchi. In attesa che sia scelto un capogruppo, come «reggente» è stato indicato il vicentino Giorgio Conte.
I finiani fanno dunque quadrato attorno al loro leader. Alla conferenza stampa convocata da Fini i suoi hanno presenziato in massa. Dopo l'annuncio della formazione del nuovo gruppo alla Camera è stato Granata, uno dei finiani maggiormente al centro delle polemiche interne al Pdl, a sottolineare che comunque tutti resteranno leali alla maggioranza e voteranno con gli altri tutti i provvedimenti previsti dal programma: «Saremo leali al programma di governo mentre sul resto avremo le mani libere», ha avvertito.
Per quanto riguarda il Senato, è arrivato l'annuncio che si era raggiunto il numero di 10 senatori, il minimo per formare un gruppo autonomo. «Lunedì costituiremo il gruppo al Senato», ha confermato Pasquale Viespoli. Il senatore mantiene il riserbo ma assicura: «Abbiamo i numeri». Nonostante il «no» opposto da Andrea Augello, Cesare Cursi, Laura Allegrini e Oreste Tofani dovrebbero essere in nove quelli provenienti dalla ex An: lo stesso Viespoli, Franco Pontone, Maurizio Saia, Giuseppe Valditara, Mario Baldassarri, Maria Ida Germontani, Egidio Digilio, Giuseppe Menardi e infine Candido De Angelis, dato in bilico, ma che sembrerebbe aver deciso per l'adesione. Ci sarebbe poi un decimo nome Pdl, sembrerebbe un ex Fi: ma comunque se necessario, un membro dell'Mpa che dovrebbe essere Giovanni Pistorio, dovrebbe dare la sua adesione, e anche Adriana Poli Bortone avrebbe già dato la sua disponibilità.