Fini: «Berlusconi illiberale, io resto»

AL CONTRATTACCO. L'ex leader di An replica all'«espulsione» dal partito decisa dal Pdl
«No alla logica aziendale. Leali, ma contrasteremo le scelte ingiuste» E il presidente della Camera organizza i suoi nuovi schieramenti
31/07/2010
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Fini: «Berlusconi illiberale, io resto»

ROMA
Un premier «illiberale», che ragiona con una «logica aziendale». Per questo, «ovviamente» il presidente della Camera non darà le dimissioni e i nuovi gruppi parlamentari fondati ieri «non esiteranno a contrastare scelte dell'esecutivo ritenute ingiuste o lesive dell'interesse generale». È un affondo senza sconti la risposta di Gianfranco Fini al documento dell'Ufficio presidenza del Pdl, definito un «processo stalinista»: «Sono stato espluso senza contraddittorio». Il presidente della Camera legge un testo durissimo. Intorno a lui, i senatori e i deputati che aderiscono ai nuovi gruppi di camera e Senato di «Futuro e Libertà»: in prima fila Carmelo Briguglio, Italo Bocchino e Fabio Granata, i finiani che dovranno affrontare i probiviri del Pdl.
Il testo di Fini è breve, ma i punti cruciali ci sono tutti, a partire dalla richiesta di dimissioni dalla terza carica dello Stato: «Ovviamente non darò le dimissioni perché a tutti è noto che il presidente deve garantire il rispetto del Regolamento e la imparziale conduzione dell'attività della Camera, non deve certo garantire la sola maggioranza che lo ha eletto: sostenere questo dimostra una logica aziendale, modello amministratore delegato-consiglio d'amministrazione, che di certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni». Fini elenca i valori del nuovo schieramento: «Amor di patria, coesione nazionale, giustizia sociale e legalità». Quest'ultima declinata diversamente da Berlusconi: «Non solo lotta al crimine. Ma legalità intesa come etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole. Ci sono milioni di elettori onesti del Pdl che non capiscono perché nel nostro partito il garantismo, sacrosanto, significhi troppo spesso pretesa di impunità». Quindi assicura che i suoi parlamentari «sosterranno lealmente il governo quando agirà davvero nel solco del programma»: «Ma non esiteranno a contrastare scelte dell'esecutivo ritenute ingiuste o lesive dell'interesse generale». Per Fini giovedì è «stata scritta una brutta pagina per il centrodestra e la politica italiana». Ringrazia «i parlamentari del Pdl che nelle prossime ore daranno vita ad iniziative per esprimere la loro protesta» e i «tantissimi cittadini che mi hanno manifestato la loro solidarietà». E ora: mani libere.