Legge elettorale, una roulette Formigoni: si voterà nel 2012
SCENARI. Si avvicina il deposito delle oltre 500mila firme referendarie contro il PorcellumIl Pdl accelera: «Serve una riforma del sistema» La consultazione popolare spaventa la maggioranza
ROMA
Il Porcellum non ha più padri. Prima rinnegato dal suo «inventore» Roberto Calderoli, poi minato dal referendum e da venerdì anche il Pdl lo mette in discussione. Il segretario Pdl Angelino Alfano indica nel confronto prima con la Lega e poi in Parlamento la via per la riforma elettorale e punta a «capovolgere» il sistema: «Non più parlamentari calati dall'altro ma spinti dal basso». Scettici appaiono, invece, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni ed il leader centrista Pier Ferdinando Casini che vedono precipitare la situazione verso il voto nel 2012 mentre il Pd è pronto ad andare a vedere le carte del segretario del Pdl. «Le primarie per la scelta del nostro candidato premier vanno fatte al massimo nel gennaio 2012», ha detto ieri Formigoni, «abbiamo fretta perché prevedo che verrà ammesso il referendum elettorale non gradito nè a noi nè ai nostri alleati e quindi immagino che le elezioni nel 2012 siano la probabilità più vicina. Mi fa piacere che Alfano abbia confermato la necessità di primarie a tutti i livelli. E poiché La Russa ha detto che Berlusconi non si ricandiderà, bisogna attrezzarsi rapidamente anche per scegliere il nostro candidato premier per le Politiche». Il Pdl, almeno ufficialmente, sembra ignorare però le parole del governatore, e continua a parlare di riforma elettorale e di fine legislatura nel 2013
I contorni della riforma elettorale, che fino all'altro ieri non era nelle priorità del Pdl, sono vaghi ma Alfano, tra ieri e venerdì, ha messo dei paletti: il bipolarismo non si tocca mentre è ora di tornare alle preferenze, mettendo fine all'attuale situazione di un Parlamento composto da membri decisi dai vertici di partito. «Noi siamo», afferma il segretario Pdl, «per capovolgere il sistema elettorale: oggi i parlamentari sono calati dall'alto, vogliamo che siano spinti dal basso».
Punto su cui tutte le forze politiche, anche ascoltando gli umori dell'elettorato, sono d'accordo mentre sul bipolarismo è difficile che il Pdl riesca a portare dalla sua parte una forza, come l'Udc, che molti nel Pdl vorrebbero riavere come alleata di governo. Ed infatti Casini liquida come «buffonata» la possibilità di applicarsi sulla legge elettorale «quando il rischio Grecia sembra concretizzarsi». Ma, in ogni caso, mette in chiaro che «il bipolarismo ha messo il Paese in ginocchio». Contro ipotesi di «baratto» tra riforma elettorale e alleanza al voto con l'Udc il vicesegretario Pd Enrico Letta mette in guardia la maggioranza: «A parole le aperture di Alfano sono interessanti, noi siamo disposti a ragionare ma ovviamente diciamo no alla legge elettorale come baratto di equilibri di governo». Ma la sorpresa è che, ora che il referendum sembra aver raggiunto le 500mila firme, anche nel Pdl si alzano voci contro il Porcellum e sulla necessità di una riforma in Parlamento.
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