Sumatra, 1.100 vittime Tifone in Asia: 400 morti
DISASTRI NATURALI. Il bilancio in Indonesia destinato a peggiorare, centinaia di migliaia senzacasa. Nelle isole Samoa si fa il conto delle persone colpite dallo tsunamiIn Indonesia la terra trema ancora mentre «Ketsana» semina il terrore tra Vietnam e Filippine
GIAKARTA
In ginocchio Asia sudorientale e Pacifico, dopo che un nuovo violento sisma di magnitudo 6.8 ha scosso ieri mattina l'isola indonesiana di Sumatra, dove mercoledì un terremoto di 7.6 gradi sulla scala Richter aveva devastato la costa occidentale, con un bilancio ufficiale di almeno 1.100 morti e 2.440 feriti.
E sembra destinato a crescere anche il numero delle vittime provocate dallo tsunami che due giorni fa si è abbattuto sulle isole Samoa e Tonga, nell'oceano Pacifico: le cifre parlano finora di 140 persone decedute, ma di interi villaggi non si sa più nulla. E non basta: sarebbero almeno 400 le vittime nelle Filippine e in Vietnam, flagellati dal tifone Ketsana, mentre è allerta per il previsto arrivo di Parma, tempesta con una potenza ancora maggiore.
Nessun ferito nè gravi danni sono stati invece registrati per il sisma di magnitudo 6.3 che ha scosso la regione peruviana del Puno, mentre una scossa di 5 gradi ha fatto tremare la Kamchatcka.
È dunque di almeno 770 morti l'ultimo bilancio del terremoto che ha colpito l'isola indonesiana di Sumatra facendo vittime nella città di Padang e nelle immediate vicinanze. Le autorità stimano che il computo finale possa superare quello del terremoto che ha colpito tre anni fa l'isola di Java, quando i morti furono 5mila.
E anche Sumatra sembra non trovare pace: secondo le rilevazioni dello United States Geological Survey (Usgs), alle 8:52 ora locale (le 2:52 in Italia) c'è stata una scossa con epicentro tra le province di Jambi e Bengkulu, a circa 150 chilometri da quello della violenta scossa di mercoledì. Non risultano italiani coinvolti, ha riferito Luigi Diodati, consigliere all'Ambasciata d'Italia a Giakarta. Ma la situazione sull'isola è talmente «confusa» che il diplomatico ha invitato alla «prudenza» perchè - ha detto - è ancora da confermare, se quando il sisma ha colpito Sumatra, c'erano italiani «di passaggio».
Migliaia le persone ancora intrappolate sotto le macerie, con la gente che usa martelli, scalpelli e anche le mani nude per scavare tra i detriti alla ricerca dei sopravvissuti, in una forsennata corsa contro il tempo. Intanto la Commissione Europea ha stanziato ieri 3 milioni di euro in aiuti urgenti, per un totale complessivo di stanziamenti decisi in questi giorni pari a 7 milioni di euro.
In un'altra area colpita - per un evento che non è collegato al terremoto dell'Indonesia - nell'area delle isole Samoa, devastate da uno tsunami scatenato da un sisma di magnitudo 8,0, il bilancio dei morti è salito a 140: in territorio statunitense le vittime sono 34, 9 a Tonga, 97 alle Samoa. Lo scenario che emerge è terribile: nell'isola di Upolu, la seconda dell'arcipelago, i villaggi distrutti sono 70, abitati da 300-800 persone ciascuno. Nell'isola di Toputapu, a Tonga, è stato cancellato il 90% delle abitazioni. Sale poi il bilancio delle vittime del tifone Ketsana sull'Asia sudorientale: in Vietnam si è raggiunta quota 101 morti e 18 dispersi, 350 mila case danneggiate. Nelle Filippine i morti sono 277 e i dispersi 42. Ketsana ha causato almeno 11 vittime in Cambogia e inondazioni nel Laos.
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