Il premier: crisi passata Ma Draghi: fare riforme
L'ITALIA E LA RECESSIONE. La Giornata del Risparmio. Napolitano: l'impegno sia straordinarioBerlusconi vede il peggio ormai alle spalle e un nuovo ottimismo Il governatore di Bankitalia avverte: affrontare le debolezze
ROMA
«Servono riforme per riportare il Paese su ritmi sostenuti di crescita economica e stabilità finanziaria». Davanti alla platea dei banchieri riuniti per la Giornata del Risparmio Mario Draghi torna ad incalzare il governo sulla necessità di ricostruire la struttura economica del Paese. All'analisi del governatore di Bankitalia il governo replica difendendo le scelte economiche e mandando segnali di ottimismo. «Il peggio della crisi finanziaria», ha scritto il premier Berlusconi al presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti, «è alle nostre spalle ed è iniziata, lentamente, la ripresa».
DRAGHI: MOLTO DA FARE. C'è ancora molto da fare per uscire dalla crisi anche se il picco è ormai alle spalle, dice Draghi: «La caduta delle nostre economie si è fermata. Siamo meno sicuri che si stia avviando una ripresa duratura che non poggi solo sul sostegno straordinario». Ma per aumentare la crescita, lenta e fragile, «è necessario affrontare le debolezze strutturali». Quanto al sistema finanziario, mette in guardia dai pericoli di una situazione «delicata», chiede di «non far mancare» il credito alle imprese e di ridurre i costi dei conti correnti per i clienti. Sullo scudo fiscale, sollecita l'obbligo a carico degli intermediari di segnalare le operazioni sospette e quello di applicare le norme anti-riciclaggio. E poi la disoccupazione: fino a settembre sono andati in fumo 650mila posti di lavoro. «E l'anno si chiuderà con perdite ulteriori. Bisogna rafforzare gli ammortizzatori sociali».
L'INVITO DI NAPOLITANO. Alla Giornata del Risparmio è giunto anche il messaggio del presidente della Repubblica: «Il Paese», indica Napolitano, «è chiamato ad un impegno straordinario per il superamento degli effetti della crisi e per il contenimento delle difficoltà e tensioni sociali». Due i rimedi indicati per ristabilire la fiducia nei mercati: definire nuove regole sulla vigilanza e proteggere gli investitori.
OTTIMISMO BERLUSCONI. Per il premier però il «peggio è alle spalle». Berlusconi cita i risultati di un'indagine promossa dall'Acri dalla quale «emergono tra gli italiani molti elementi di ottimismo e il deciso superamento del pessimismo statico». E ciò è «merito delle decisioni prese a livello globale ma anche del fatto che tutti i soggetti istituzionali, economici e sociali, hanno svolto positivamente la loro parte». Il premier esprime apprezzamento per il comportamento tenuto dal sistema bancario ma sottolinea come «la rete di protezione predisposta dal governo abbia rafforzato l'immunità delle banche italiane nei confronti della crisi. Auspichiamo che si realizzi una convergenza ancora maggiore tra imprese e banche». Anche il ministro dell'Economia Tremonti ha fatto appello alle banche: «Lavoriamo insieme per il bene comune». E ha ricordato che dopo la moratoria per le piccole e medie imprese il ministero sta lavorando per organizzare «uno o più fondi di assistenza all'impresa» con la Cassa Deposito e Prestiti come regìa.
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