Nave, abortisce e chiede un milione
COSTA CROCIERE. Cristina, 30enne milanese, racconta le ore drammatiche sulla barca e lo stress per potersi salvareUna passeggera incinta ha perso il figlio dopo il naufragio e ora pretende il risarcimento dei danni
MILANO Avevano deciso di fare la crociera in questo periodo dell'anno perché quest'estate, con la nascita del bambino, avrebbero avuto «altri impegni». Il 13 gennaio, però, all'Isola del Giglio, il naufragio sciagurato della nave Costa Concordia non solo ha mandato in fumo la vacanza ma anche il sogno di avere un figlio. Cristina M., trentenne milanese, da anni trasferita a Roma dove lavora in un'azienda commerciale, infatti, una settimana dopo ha perso il bimbo che portava in grembo. Ora, con il marito, attraverso i suoi legali, ha aderito alla class-action contro la compagnia di navigazione alla quale chiederà per i danni materiali, biologici e morali subiti un risarcimento di un milione di euro. «Quella sera». racconta ancora Cristina, «io e mio marito eravamo a cena con altre tre persone. Ad un certo punto abbiamo avvertito un boato; e poco dopo un altro ancora più forte e abbiamo capito subito che era successo qualcosa di grave. Siamo usciti e nei corridoi c'era una confusione pazzesca». Poi il ricordo di quando la nave si è piegata: «È stata una fortuna trovarsi dalla parte giusta, cioè sulla fiancata che è rimasta fuori dall'acqua. A noi hanno dato subito i salvagente ma non si riuscivano a sganciare le scialuppe. Nel frattempo c'è stata gente che si è buttata in acqua». All'una e mezza, dopo circa quattro ore, Cristina e il marito sono riusciti a salire su una scialuppa: «Siamo arrivati a terra ma prima abbiamo anche sbattuto contro gli scogli. Il giorno dopo ci hanno accompagnati a Porto Santo Stefano così ho potuto tornare a casa a Roma dove ho iniziato a sentire forti dolori all' inguine e ad avere le contrazioni». Cristina ha subito chiamato il suo ginecologo e gli ha raccontato cosa le era accaduto. La situazione poi è precipitata; e il 20 gennaio Cristina è stata accompagnata in ospedale, dove le è stato diagnosticato il distaccamento del feto dall'utero e il conseguente aborto.
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