Monti: «disarmati» i partiti, la crisi va verso una soluzione

IL GOVERNO. Ieri a Monaco l'incontro bilaterale con il segretario di Stato Usa Hillary Clinton
Il Professore rivendica il ruolo del governo italiano. Lavoro, può ripartire la trattativa
05/02/2012
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Hillary Clinton e Mario Monti: incontro bilaterale ieri a Monaco

MONACO L'Italia è un «esperimento interessante», perché di fronte a una «profonda crisi» ha costretto i partiti a un «disarmo reciproco». Monti usa un termine «militare» - anche considerando la platea cui si rivolge a Monaco, la Conferenza internazionale sulla sicurezza - e parla, in inglese, di «neutral pact» a cui le forze politiche sono state costrette per affrontare una situazione a cui guardano tutti, perché - dice - da Paese «fonte» della crisi, l'Italia sta diventando «attore della soluzione». Forte anche del segnale di attenzione arrivato dal segretario di stato Hillary Clinton che - a meno di una settimana dall'incontro con Obama a Washington - gli rivolge «parole di interesse», nella loro prima occasione d'incontro. Monti si mostra comunque ottimista sulla situazione dell'eurozona e su quella dell'Italia. La crisi «rimane», ma nelle ultime settimane «sono stati fatti importanti passi avanti», dice citando il «fiscal compact», l'accordo Ue sulla crescita e il negoziato sulla Grecia (per il temuto default della quale oggi sarà una giornata decisiva). E torna, ancora una volta, a ricordare lo sforzo che ritiene di aver fatto «per trasferire parte del peso fiscale dai settori produttivi alle proprietà: Roma ha le carte per «diventare prima della classe», sottolinea dalle colonne del Sueddeutsche Zeitung. E il fatto che tutti, dalla Germania alla Grecia, devono presentare ora prima i loro piani di bilancio a Bruxelles che ai loro Parlamenti, a Monti pare un segnale di «inegrazione politica». Nell'agenda di questi giorni, comunque, il tema centrale è il lavoro. L'ambizione del governo, dice il ministro Elsa Fornero, è «fare politiche per il futuro del Paese», guardando ai giovani. E il modello è la «capacità di avere, nel sistema economico, una flessibilità che sia buona». In settimana ripartirà un nuovo giro di tavoli, anche tra governo e parti sociali. La segretaria Cgil Camusso, dice la Fornero, «non la considero affatto una mia avversaria»; e quanto alla Fiat, dice che «vorrebbe fare di tutto perché resti una realtà produttiva italiana»; Marchionne, poi, «usa metodi thatcheriani». La parola d'ordine, secondo lei (che giudica si parli «troppo di articolo 18»), è flessibilità, anche in uscita.