Beccalossi: soli si perde Rolfi: nessuna alleanza
Giuseppe Spatola «Simul stabunt, simul cadent». L'onorevole Viviana Beccalossi, coordinatore bresciano del Pdl e vice coordinatore lombardo, non ha dubbi pensando al presente e al futuro dell'alleanza con la Lega Nord: insieme si sta, insieme si cade. E non potrebbe essere diversamente se si ricorda il passato. «Io ho vissuto sulla mia pelle il mancato accordo con la Lega - sottolinea la Beccalossi facendo riferimento alle comunali di Brescia del 2001 -. Alla corsa per la Loggia il partito di Bossi si alleò con noi solo al secondo turno. Il risultato? Consegnammo la città nelle mani della sinistra». Questo per dire che l'asse del centrodestra funziona solo sul doppio binario e che da sola «la Lega Nord non vince». «PENSO che rischiamo di pagare in termini amministrativi quella che è squisitamente una diatriba interna al partito di Bossi - continua l'onorevole ex An -. L'unica certezza è che se dovesse venire meno la maggioranza che sostiene oggi Roberto Formigoni dopo pochi istanti cadrebbero sia il Piemonte che il Veneto, dove i Governatori sono in quota Carroccio. Se la Lega Nord vorrà continuare su questa strada è libera di farlo, basta che se ne assuma tutte le responsabilità. A livello locale stavamo trovando la giusta quadra, ma ora tutto dovrà essere rivalutato alla luce delle voci arrivate dal parlamento del Nord». SUL FRONTE leghista la linea del Consiglio nazionale è stata recepita anche dal segretario provinciale bresciano, il vice sindaco Fabio Rolfi: alle prossime amministrative, del 5 e 6 maggio, la Lega correrà da sola. Niente alleanze con il Pdl e nemmeno con altri partiti, mentre sugli apparentamenti con le civiche, o con esponenti di spicco delle singole realtà, la porta resta socchiusa. «È fondamentale che il Pdl chiarisca la propria posizione - spiega il vice sindaco di Brescia -. Non può continuare con questa situazione di ambiguità. A livello nazionale, di fatto, siamo su due fronti opposti. Il sostegno al Governo Monti è una discriminante. Per questo andremo da soli alle elezioni di maggio. La gente vuole coerenza e chiarezza, e per diventare il partito egemone al Nord dobbiamo aprirci alla società civile». Più guardinghi i toni su una possibile spallata a Formigoni, anche perché il rischio è quello dell'effetto domino su Veneto e Piemonte. «Non c'è nessun ricatto - commenta Rolfi -. Non vogliamo mettere a rischio la governabilità dell'ente quando c'è un programma condiviso che è stato votato dagli elettori. Però, Formigoni o non Formigoni, l'alleanza politica con il Pdl al Nord è sempre più a rischio».
Luca Canini
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