In Europa trecento vittime A Londra stop a metà dei voli

LA MORSA DEL GELO. Corrente dalla Siberia verso occidente. Serbia: 70 mila persone bloccate
Ad Est temperature a -20 Disagi all'aeroporto di Heathrow: annullati 1.300 collegamenti
06/02/2012
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Hampstead Heath, Londra: folla in campagna con le slitte e i bob

ROMA Il gelo e la neve continuano a uccidere in Europa, dove sono ormai più di 300 i morti, L'Ucraina è il Paese con il maggior tributo di vittime, 131 finora, in gran parte senzatetto, alcolizzati e emarginati. L'Europa centrorientale e i Balcani restano l'epicentro dell'emergenza-gelo, con decine di migliaia di persone rimaste isolate, quasi 70 mila in Serbia. L'ondata eccezionale di freddo e neve tuttavia si va man mano estendo anche ad altri Paesi dell'Europa occidentale, con le situazioni più difficili che si registrano, oltre che all'Italia, in Francia Germania e Gran Bretagna, dove ieri a causa delle forti nevicate è stata annullata la metà dei voli all'aeroporto Heathrow di Londra. In Ucraina, come hanno reso noto ieri le autorità a Kiev, sono stati finora 131 i morti assiderati, nove solo ieri. Con temperature che in molte regioni del Paese si mantengono al di sotto dei -20, quasi 75 mila persone hanno cercato rifugio nei tremila punti di soccorso, tende riscaldate dove vengono offerti pasti caldi e bevande. Molto pesante il bilancio dei morti anche in Polonia, dove le vittime del gelo sono state 53 negli ultimi dieci giorni, otto ieri. Le temperature in Polonia hanno registrato ieri una lieve ripresa, con le minime poco al disotto dei -20. In Serbia le autorità hanno decretato lo stato di emergenza. Quasi 70 mila persone sono isolate in villaggi e piccole località sperdute. I soccorsi e i rifornimenti vengono effettuati con elicotteri. Il governo ha decretato la chiusura delle scuole per tutta la prossima settimana. A Belgrado l'esercito e squadre di volontari partecipano alle operazioni di rimozione dell'enorme quantità di neve caduta. Anche in Bosnia-Erzegovina la situazione resta di alta emergenza, Sarajevo è sommersa da quasi un metro di neve e la circolazione è paralizzata. Nonostante una leggera ripresa delle temperature, salite fino a -15/-10, la situazione resta molto difficile in Romania e Bulgaria, dove le vittime del gelo sono finora rispettivamente 34 e 12. In Russia sono stati una settantina i morti dall'inizio di gennaio, in gran parte senzatetto e alcolizzati. Una quarantina di vittime complessivamente si sono avute in altri Paesi dell'est Europa e dei Balcani. Abbondanti nevicate hanno colpito anche varie regioni della Gran Bretagna, dove ieri l'aeroporto londinese di Heathrow è stato costretto ad annullare quasi la metà dei 1.300 voli operati sullo scalo, il più trafficato d'Europa. Neve anche a Parigi e in Spagna. L'autostrada del gelo che sta lasciando scendere l'aria dall Siberia verso l'Ucraina, l'Europa centrale e l'Italia è la conseguenza di un processo meteorologico nato nell'Artico e avviato a metà gennaio. Uno dei meccanismi principali, spiega Massimiliano Pasqui, dell'Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è stato l'improvviso «sussulto» del vortice polare: ossia è avvenuto un brusco cambiamento in uno dei più importanti regolatori del clima nell'emisfero Nord, l'area di bassa pressione che si trova sull'Artico chiamata «vortice polare».