Lavoro, Cgil: «L'intesa? È presto per parlarne»
DIRITTI. E sull'articolo 18 l'ipotesi della Fornero- indennizzo economico- non piace ai sindacatiOggi nuovo incontro fra governo e parti sociali Bonanni: abolire la cigs è gettare cerini sulla benzina Ma il viceministro Martone conferma la linea in tv
ROMA Il nuovo incontro fra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro sarà oggi al ministero, ma la vigilia non lascia prevedere una riunione tranquilla. «È presto» per dire che l'intesa è vicina, avverte infatti la segretaria della Cgil Susanna Camusso; e il collega Cisl Raffaele Bonanni, riferendosi all'eventuale abolizione della cassa integrazione straordinaria, parla di «cerino buttato sulla benzina». Nel dibattito Veltroni getta scompiglio nel Pd dicendo che sull'articolo 18 non devono esserci tabù. La preoccupazione del mondo sindacale si coagula sull'ipotesi di abolizione della cassa integrazione straordinaria e dell'arrivo del sussidio di disoccupazione. È il viceministro al Lavoro Michel Martone (noto per la qualifica di «sfigato» che a suo parere merita un ventottenne non ancora laureato), a ribadire a Sky Tg24 che questa, per il governo, è la strada giusta: per Martone, la cassa integrazione durante la crisi è stato uno strumento importante, ma «non ha protetto tutti e ha mantenuto in vita aziende non in grado di stare sul mercato». E se Martone si augura che la «Camusso non si alzi dal tavolo» perché «i temi sono tantissimi e devono essere risolti con il consenso delle parti sociali», la Camusso precisa che la conclusione positiva non è affatto vicina: «È necessario che il Paese abbia un intervento sul mercato del lavoro e credo sia necessario farlo con il contributo delle parti sociali», dice; ma «dire che siamo vicini è un po' presto». Uno dei punti su cui si è distanti è proprio la Cigs, che non può essere eliminata perché - dice la responsabile della Cgil - «l'universalità è una cosa giusta, ma non sostituisce la cassa integrazione che consente la reindustrializzazione». Anche il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, del resto, la pensa allo stesso modo: «Ipotizzare la rimozione dei sostegni significa buttare un cerino in un bidone di benzina», ha ribadito a Sky Tg24, lanciando l'allarme anche sulla cassa in deroga («Non vorrei ci fosse l'intenzione di rimuoverla per risparmiare», ha osservato) e avvertendo il governo che è possibile l'incontro, ma «a mezza strada». Sul tavolo di oggi ci sarà dunque in particolare il tema degli ammortizzatori, ma il dibattito sull'articolo 18 continua ad agitare tutte le parti in causa. L'ipotesi illustrata dalla Fornero prevede solo un indennizzo economico in caso di licenziamento per motivi economici e la scomparsa del reintegro nel posto di lavoro nei casi di licenziamento senza giusta causa o giustificato motivo nelle aziende con oltre 15 dipendenti. Per la Confindustria, la tutela offerta dall'articolo 18 con il reintegro sul posto di lavoro va circoscritta solo ai licenziamenti discriminatori o nulli, cioè quelli individuali. Negli agli altri casi basta un'indennità di licenziamento. Bonanni chiede una corsia preferenziale per i processi da articolo 18, che durano fino a 6 anni, e di agganciare la disciplina dei licenziamenti individuali per motivi economici a quella prevista per i licenziamenti collettivi.
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