Pescatori, taciuto un secondo attacco

TENSIONE INDIA-ITALIA. I marò sono stati interrogati di nuovo dal giudice. La difesa contesta la giurisdizione sul caso
Il mercantile greco Olympic Fair era già stato nel mirino dei pirati, ma le autorità hanno taciuto
22/02/2012
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I due marò, Latorre (al centro, dietro) e Girone, secondo da destra

NEW DELHI Le autorità indiane sapevano che il mercantile greco Olympic Flair era stato attaccato dai pirati, alle 21.50 locali e a sole due miglia e mezzo dalla costa, dunque in un orario e in una posizione compatibili con quanto riferito dall'equipaggio del peschereccio colpito. Tuttavia, gli inquirenti locali hanno taciuto l'episodio, correlando subito l'uccisione dei due pescatori con il presunto attacco subito dalla Enrica Lexie, avvenuto ore prima e molto più al largo. Mentre la procura di Roma, che ha ricevuto una prima informativa della Farnesina sulla vicenda, ha deciso di avviare una rogatoria internazionale per acquisire le «prove» che le autorità indiane hanno finora negato di consegnare - risultati dell'autopsia, proiettili, perizia balistica e quella sullo scafo colpito - si allunga l'elenco delle contraddizioni, delle incongruenze e delle anomalie che, fin dal primo momento, hanno caratterizzato l'inchiesta indiana sul duplice omicidio. Fonti italiane vicine all'inchiesta rilevano inoltre che non solo l'attacco all'Olympic Flair c'è stato, ma che questo era stato subito comunicato dal comandante alle autorità indiane. La notizia però sembra sia rimasta riservata. Intanto la mediazione procede senza forzare la mano. Mentre Massimilano Latorre e Salvatore Girone trascorrono il secondo giorno di custodia giudiziaria nella foresteria delle Forze di Sicurezza a Kochi, il ministro degli Esteri Giulio Terzi detta la linea per giungere ad una soluzione «rapida» della crisi diplomatica provocata dall'arresto dei due marò. A Kollam il giudice K. P. Joy ha ripreso l'interrogatorio dei due fermati dopo aver ordinato la perquisizione della petroliera italiana alla ricerca di armi. Si è mossa anche la difesa. I legali di Latorre e Girone, il cui fermo scadrà il 23 febbraio, hanno presentato un'eccezione di giurisdizione chiedendo l'annullamento del rapporto di polizia (Fir) su cui si basano le indagini.