L'Eurogruppo salva la Grecia «Così tolti i rischi di contagio»

CRISI ECONOMICA. Approvati a Bruxelles gli aiuti ad Atene: ma sul deficit restano i dubbi
Monti plaude all'accordo raggiunto dopo 13 ore di trattative. L'incognita sui bond e il voto in aprile
22/02/2012
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Il greci Venizelos e Papademos con il ministro tedesco Shaeuble

BRUXELLES La Grecia ottiene il maxi-piano di aiuti, senza precedenti nella storia dell'euro, ma non si placano i timori per la tenuta del Paese e i mercati accolgono timidamente la notizia del salvataggio: la Ue le eviterà il default a breve, grazie al sostegno arrivato ieri alla fine di una maratona negoziale di 13 ore, ma troppi dubbi pesano ancora sul futuro. Le elezioni ad aprile, una classe politica incerta e un programma di rigore troppo rigido per poter essere applicato senza sprofondare nella recessione alimentano i dubbi di chi crede che la bancarotta non sia scongiurata. E se da una parte l'Europa gioisce, dall'altra la mette sotto la tutela permanente della troika Ue-Bce-Fmi. «L'accordo sugli aiuti è un risultato importante perché toglie i rischi immediati di contagio», ha detto il premier Monti. «Abbiamo chiuso la porta al fallimento», secondo il presidente della Commissione Ue Barroso, e per quello dell'Eurogruppo Juncker l'accordo «garantisce la tenuta della Grecia nell'Euro». E dagli Usa Obama chiama la Merkel per plaudire alle «importanti decisioni». Il piano di aiuti prevede un prestito di 130 miliardi di euro in due anni (21.500 euro per ogni cittadino greco), che fa seguito al primo piano da 110 miliardi del 2010, rivelatosi insufficiente. I fondi arriveranno solo dopo che Atene avrà fatto alcune riforme, come inserire in Costituzione la norma che sancisce gli sforzi di taglio del debito. Il Fmi parteciperà all'esborso con 13 miliardi, secondo il ministro delle Finanze tedesco Shaeuble, ma la cifra finale sarà decisa a marzo. L'altra parte dell'accordo ha l'obiettivo di ridurre il debito ellenico, riportandolo dal 160% di oggi al 120,5% nel 2020. La parte più grande la giocano i creditori privati che dall'operazione di “swap”, o scambio dei bond greci in loro possesso con titoli a più lunga scadenza, hanno accettato di perdere il 53,5% sul loro valore nominale. Lo swap, che partirà il 12 marzo su base volontaria, consentirà un taglio record del debito greco di 107 miliardi. Per raggiungere l'obiettivo fissato per la riduzione del debito, anche Bce, banche nazionali e Stati membri, hanno dovuto partecipare allo sforzo.