Nichi Vendola e Giuliani
Spettabile direttore, in merito alla lettera del 25 luglio a firma Alessandro Scarpari,Spettabile direttore, in merito alla lettera del 25 luglio a firma Alessandro Scarpari, contenente affermazioni fuorvianti relative a dichiarazioni di Nichi Vendola, mi permetto alcune osservazioni.
Al sign. Scarpari vorrei suggerire di seguire le notizie che commenta, per esempio leggendo l'intervista a Vendola apparsa sul «Corriere della sera» il 20 luglio scorso (tuttora reperibile sul sito del quotidiano), da cui cito: «L'accostamento tra Falcone, Borsellino e Carlo Giuliani non esiste, sono temi incomparabili. Se qualcuno voleva costruire, a tavolino, lo stereotipo di una certa idiozia di sinistra, quella è una frase perfetta. Ma io non l' ho detta».
E ancora: «Non ho fatto nessun collegamento tra Falcone, Borsellino e Giuliani, ma ho parlato di questo maledetto luglio». «Ho detto che mi tornano i ricordi di un altro luglio, quello del ' 92, quando a via D' Amelio, con il martirio di Borsellino, si completò la macelleria mafiosa che aveva ucciso Falcone.
E ho aggiunto che, oggi, queste stragi ancora pongono domande su quei poteri criminali che tornano a danzare attorno ai palazzi del potere». «Non vorrei passare come colui che lancia il sasso e nasconde la mano. Sì, ho parlato di Giuliani come di un eroe dicendo che uso il termine con molte virgolette. Giuliani come il simbolo di una generazione meravigliosa che nel 2001 perse l' innocenza e fu stritolata da una repressione inusitata. Eroe di una vita amara, difficile, come quella di molti ventenni che immaginano la prospettiva di un mondo migliore». «Io c' ero, a Genova. E ho ancora davanti agli occhi le immagini di quella macelleria cilena. Adolescenti ridotti a cenci di sangue, la carica al corteo autorizzato da cui si staccò il gruppo con Giuliani (...), il simbolo di una generazione che è un miracolo, perché chiede di ragionare di acqua pubblica, mercificazione della vita, inquinamento globale».
Di mio infine osservo che Heidi Giuliani ha ricoperto il ruolo di senatrice della Repubblica in quanto democraticamente eletta e la dichiarazione del signor Scarpari secondo la quale il figlio Carlo «ha cercato di ammazzare un carabiniere» è grave, non provata e contro la storia che quei giorni a Genova si è scritta.
Gianna Baresi
BRESCIA
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