Contro i tagli a cultura e turismo
Preg.mo direttore, investire in cultura e in turismo è l'imperativo di sempre, ma proprio perché viviamo tempi di crisi, lo è ancora di più.Preg.mo direttore, investire in cultura e in turismo è l'imperativo di sempre, ma proprio perché viviamo tempi di crisi, lo è ancora di più.
Nessun Paese al mondo ha tanti siti artistico-culturali e, nel contempo, turistici come l'Italia. Per noi quindi sarebbe più logico, più giusto, più conveniente, più naturale, investire in cultura e turismo.
Invece non è così. Con la scusa della crisi si tagliano a questi settori strategici gli scarsi investimenti che c'erano prima. Già scarsi e va sottolineato, perché messi in competizione con altri Paesi, siamo finiti al quarto - quinto posto, mentre anni fa eravamo i primi a livello mondiale.
Se la «coperta è corta», perché c'è la crisi, va tirata dove conviene di più.
Il turismo è in grado di realizzare nuovi posti di lavoro, soprattutto giovani, ce n'è tanto bisogno. La cultura stimola le intelligenze per uscire dai vecchi schemi, per inventare nuove soluzioni, per risolvere i problemi e aiuta anche a capire che l'interesse della collettività è il miglior affare per ogni singolo.
Un esempio: insieme ad altre nazioni europee l'Italia finanzia la Grecia (è una scelta giusta e doverosa). La Grecia userà quei finanziamenti soprattutto per incentivare il suo turismo, intanto che noi facciamo mancare il sostegno vitale al nostro.
Non ho certo la presunzione di lanciare appelli, ma dico che mentre sembra ormai prevalere solo chi ha più grinta e che grida di più, ebbene è tempo di alzare la voce in maniera più precisa e decisa in favore del turismo e della cultura insieme, non per egoismo di settore, bensì nell'interesse di tutti.
Agostino Mantovani
BRESCIA
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