Un esperimento di vita eco-compatibile
Anche noi nel nostro piccolo produciamo metano. Inutile spiegare come. Ma non solo; produciamo, anche, parecchio concime naturale. Alcuni di noi meno, perchè soffrono di pigrizia, gli sfaticati, e si lamentano pure. Ma nel complesso, presi a gruppi, anche senza consultare le statistiche, siamo sicuri che la produzione è abbondante e continuativa. Perché buttare via tutto questo ben di dio, si saranno detti quelli di Corricelli, che, a cinquant'anni suonati, si sono trasferiti in un bosco della Toscana, per fondare un ecovillaggio, a basso impatto ambientale.
Direi bassissimo, a mio giudizio: a parte qualche centinaio di metri di tubo per incanalare la sorgente, una lavatrice a pedali, e poco altro, non si notano materiali che non possano essere riassorbiti dall'ambiente in pochi anni.
Niente cemento. Solo pali, paletti, assi, e molta paglia. Qualche chiodo e molti incastri perfetti tra le strutture portanti. Con questi materiali hanno costruito due casette di 30 metri quadri sul fianco terrazzato di una collina, al costo di 2500 euro cadauna. Solo il piano terra, per ora, del resto ci vanno solamente per dormire.
Durante il giorno vita all'aperto: la cucina, una specie di zattera di 100 metri quadri solidamente ancorata al terreno, è inaspettatamente, gradevolmente vivibile. Una terrazza sulla valle sottostante, osservata spesso attraverso il fondo del bicchiere, durante i pranzi e le cene in comunità.
C'è pure il tetto, mancano solamente le pareti, che compaiono solamente con il freddo, quando calano i teli agganciati alle travi. Accesa la stufa a legna centrale, si fanno progetti per un futuro sostenibile. Durante tutto l'anno si spartiscono l'unico compost-toilet lanciando urla nella valle: «È libero il cesso?» Per ora sono solo in sei, tre coppie, se l'esperimento continua, suppongo ne costruiranno altri. Ma non è un banale cesso da campo, direi piuttosto una scultura utile, alta più di tre metri, costruita con rami e tronchi, intrecciati con la corteccia. L'interno, spartano ma ospitale, offre una doppia tazza, per le chiacchierate intime, ed un bidet che si nota solo dopo una certa pratica.
Terminata la produzione, si getta una manciata di paglia; questo è tutto. Dopo qualche mese di stagionatura, il prodotto è maturo e si sparge sotto le zucchine che mangerete a pranzo.
Il cerchio si chiude. A costo zero. Se vi pare poco
Passeggiando la sera tra i sentieri del bosco, se fate attenzione, potete cogliere il particolare saluto che, come solevano fare i monaci trappisti, si scambiano i resilienti residenti : «fratello; quanto humus hai prodotto oggi?»
Fiorenzo Avanzi
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