Chi risarcirà i cittadini?

Signor direttore, mi permetta di esprimere qualche breve considerazione in merito al progettato "Polo della cultura" a Chiari
17/08/2010

Signor direttore, mi permetta di esprimere qualche breve considerazione in merito al progettato "Polo della cultura" a Chiari, per il quale sono state scritte milioni di parole, suggerite dall'enfasi di costruire questa "sfarzosa struttura" a cura della società Eleca di Cantù, e quindi senza costi immediati per il Comune.
A nulla erano valse le proteste di migliaia di cittadini, con raccolta di firme, e gli avvertimenti fatti dai vari gruppi di minoranza all'intera Città durante la campagna elettorale dello scorso anno, per scongiurare quella sciagurata decisione della prima Giunta Mazzatorta di voler considerare quel progetto di costruzione di utilità pubblica.
Finalmente, l'attuale Amministrazione comunale, viste le incongruenze della ditta che ha mantenuto fermo il cantiere per oltre un anno, ha deciso, con nuova fermezza, di riappropriarsi del suolo pubblico per farne un parcheggio.
Una domanda, però, mi pare d'obbligo: chi risarcirà i numerosi cittadini che hanno subito, oltre al disagio nella circolazione, un danno vero e proprio per la presenza, così prolungata, di quel manufatto che non è servito? E i cittadini abitanti nelle vicinanze, e ancor più gli operatori commerciali di quella zona a chi potranno ricorrere per essere risarciti per le perdite economiche subite, a causa dello scarsa attenzione che, a loro, ha riservato la maggioranza che governa Chiari?
Un auspicio vorrei, infine, formulare. La nostra cittadina, per la sua composizione, non aveva e non ha bisogno di creare un Polo culturale con preminenza del commerciale; ha estremo bisogno di un modesto luogo di possibile aggregazione sociale, di incontri pubblici, di confronti di idee e di proposte: di crescere insieme, ponendo ai margini ogni forma di conflittualità.
Giuseppe Delfrate
CHIARI




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