Animalismo, «Porcikomodi» ha bisogno di una nuova casa
L'APPELLO. Il rifugio creato a Nave nel 2005 ha dovuto fare trasloco e il gruppo che l'ha creato chiede aiuto ai ComuniIl sogno: ricreare la struttura dedicata ai diritti degli animali e diventata un'idea terapeutica per adolescenti a rischio e disabili
Sono tutti animalisti, e coerentemente con la loro filosofia sono anche vegetariani (anzi, vegani), e decidendo di fare qualcosa di concreto (oltre alla già importante scelta alimentare) per aprire una breccia nell'indifferenza che circonda le sofferenze degli animali destinati al macello hanno fatto due volte centro: hanno creato un rifugio per maiali, cavalli, galline e chi più ne ha più ne metta, e hanno messo in moto una catena animalista e umanitaria insieme, perchè la loro struttura era frequentata da bambini, adolescenti problematici e disabili che nel contatto con altri esseri viventi trovavano una occasione terapeutica. Ma adesso, i volontari di «Porcikomodi» hanno bisogno di un aiuto.
La loro esperienza è iniziata nel 2005, col salvataggio dal macello di un cavallo «cinematografico» che aveva avuto un ruolo in un film con Terence Hill, e si è gradualmente allargata a Nave, nella cornice della scuderia Prada. L'esperienza di Porcikomodi (è il nome di uno dei progetti lanciati «Vitadacani», una onlus di Arese, Milano, conosciuta anche per la campagna di adozione dei cani sopravvissuti alla sperimentazione farmaceutica) si è svolta sempre qui, fino a quando l'arrivo di nuovi soggetti nella gestione del centro ippico ha reso difficile la convivenza. Così è iniziata la ricerca di una nuova collocazione; ma l'operazione si sta rivelando molto difficile.
Ora il rifugio come lo avevano conosciuto in tanti non esiste più, e gli animali sono stati spostati in parte nella sede di Vitadacani, e in parte in uno spazio offerto da privati in provincia. Sono sempre al sicuro ma niente più visite, niente proiezione educativa del centro verso l'esterno.
La campagna di ricerca di una nuova sede è iniziata gia nella primavera del 2008, con l'invio di lettere a decine di comuni del Bresciano (compreso naturalmente quallo di Nave). Qualcuno ha risposto lamentando la mancanza di spazi; da molti altri solo silenzio. Anche la Provincia è stata investita inutilmente del problema, e da mesi ormai quelli di Porcikomodi aspettano di avere un incontro col settore Patrimonio del Comune di Brescia: l'evento viene continuamente rinviato.
Eppure il loro è un progetto interessante, che nei Paesi anglosassoni è davvero diffusissimo: recuperano animali in molto casi sequestrati per maltrattamenti dalle forze dell'ordine, e accolgono visitatori che oltre a godere di contatti terapeutici in quella che diventa anche una sorta di fattoria didattica, comprendono che un maiale non è nato per diventare un insaccato. Nel tentativo di diffondere un atteggiamento diverso verso il mondo animale hanno anche partecipato a un'assemblea autogestita dagli studenti del Liceo «Lunardi» di Brescia: è stato un successo. E vorrebbero pure ampliare l'attività, affiancando al rifugio anche un Centro recupero animali selvatici: nel Bresciano non esiste, eppure da qui parte un fiume di uccelli e mammiferi per i Cras nel Nord Italia.
Cosa chiedono? Non cercano fondi ma uno spazio adatto, un terreno per far ripartire Porcikomodi. Se qualcuno vuole aiutarli può chiamare Diego, 328-8740890, o Paola, 339-8292696. [FIRMA]
Paolo Baldi
Paolo Baldi
