Evasione fiscale per 25 milioni

LA GUARDIA DI FINANZA. Nei guai un 49enne di Lovere che rilasciava fatture «taroccate»
17/11/2009
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La Guardia di Finanza

Una brillante operazione è stata chiusa dalla brigata della Guardia di Finanza di Costa Volpino che al termine di indagini avviate a luglio di due anni fa ha portato alla luce una frode fiscale di 25 milioni di euro, oltre all'evasione dell'Iva per 7 milioni e mezzo di euro e l'emissione di false fatture per 2 milioni e mezzo di euro.
Tutto è iniziato quando i finanzieri coordinati dal maresciallo Stefano Slavazza, hanno avviato un'indagine su E.B., 49 anni, di Lovere, sconosciuto al fisco. Il bergamasco era stato notato più volte dalle Fiamme Gialle sfrecciare sul lungolago di loverese e sulla strada dell'altolago bergamasco al volante di una Ferrari 612 Scaglietti e pure di una Lamborghini Murcielago e subito si erano messi sulle sue tracce, mettendo sotto inchiesta delle società intestate a prestanomi, ma da lui stesso gestite.
I MILITARI HANNO così scoperto che E. B. di Brescia teneva un elevatissimo tenore di vita senza versare un euro all'erario. I finanzieri del maresciallo Slavazza hanno poi accertato che il loverese ha favorito l'evasione anche di alcune società lombarde e piemontesi emettendo nei loro confronti fatture a fronte di operazioni inesistenti per vendite fittizie di prodotti informatici e materiali ferrosi. Le fatture e la documentazione relative erano intestate ad una società amministrata dalla moglie di E. B. poi sostituita da un pluripregiudicato di origine napoletana. Gli accertamenti hanno consentito alle fiamme gialle di Costa Volpino di verificare che era proprio E. B. il vero gestore della società in collaborazione con altre due persone, di Genova e di Costa Volpino.
LE SOCIETÀ coinvolte nella frode figuravano svolgere attività in sedi assolutamente fittizie, e la relativa contabilità era stata fatta sparire. Gli uomini della Guardia di finanza di Costa Volpino hanno poi perquisito varie abitazioni ed effettuato controlli bancari su conti correnti intestati o riconducibili a E. B.
Al termine delle indagini sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Bergamo cinque persone per distruzione e occultamento delle scritture contabili, per omesse dichiarazioni e per emissione di fatture per operazioni mai effettuate.L.R.