Tangenziale di Capriolo è scattato l'ultimatum

IL CASO. Di fronte al pressing del Broletto prende forma l'idea di un referendum-lampo
Se il progetto non sarà approvato entro novembre addio a 8 milioni Il sindaco non cede alla Provincia «L'ultima parola spetta alla gente» SINDACO DI CAPRIOLO
20/11/2009
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La tangenziale potrebbe alleggerire il traffico in via Calepio

Se entro il 30 novembre il Comune non darà il via libera al progetto, Capriolo perderà gli otto milioni destinati alla costruzione della «tangenzialina».
L'ULTIMATUM È STATO lanciato dalla Provincia attraverso un fax che pone il sindaco Fabrizio Rigamonti davanti a un vero e proprio bivio. Il tempo per adottare la variante urbanistica indispensabile alla realizzazione dell'opera - ha fatto sapere l'assessore provinciale ai Lavori pubblici Mauro Parolini - sta per scadere. E si fa dunque sempre più concreto il rischio che il tratto di bretella tra la zona industriale e via Calepio finisca in coda all'agenda del Broletto lasciando il paese in ostaggio del traffico per chissà quanti altri anni. La risposta dell'Amministrazione civica di Capriolo non si è fatta attendere ed è maturata nel corso di un vertice bi-partisan. «Maggioranza e minoranze - annuncia il sindaco -, hanno concordato all'unanimità un'azione comune: entro pochi giorni convocheremo un'assemblea pubblica a cui inviteremo anche l'assessore Mauro Parolini e i tecnici di Regione e Provincia che dovranno spiegare perché non sia possibile un progetto diverso. Poi fisseremo un consiglio comunale aperto o vareremo una consultazione popolare per capire cosa chiedono i cittadini. Solo dopo aver ascoltato la voce dei residenti decidere se approvare o meno il progetto».
UN'ESERCIZIO DI DEMOCRAZIA popolare che il Comune dovrà portare a termine entro due settimane. La Provincia infatti è decisa a chiudere la partita in tempi strettissimi come si evince dalla lettera inviata da Parolini.
«L'opera non è più procastinabile - spiega l'assessore provinciale -. Il Comune deve dunque procedere entro la fine del mese all'approvazione della variante urbanistica. In assenza di comunicazioni ufficiali, i fondi destinati all'opera verranno trasferiti ad altro progetto e la deviante sarà aggregata al lotto successivo». Il diktat, come detto, pone più di un problema a Rigamonti. La Giunta ha infatti aderito al Comitato per la mobilità del Basso Sebino, coordinato dalla Comunità montana con i Comuni di Paratico, Sarnico, Villongo, Credaro e Castelli Calepio.
I RAPPRESENTANTI dell'organismo contrario ad alcune scelte progettuali adottate dalla Provincia si erano incontrati a metà ottobre con Mauro Parolini e Carlo Faccini, dirigente dell'area. Al tavolo erano presenti anche i progettisti della Abacus di Perugia, incaricati dello studio di fattibilità, redazione e analisi comparata dei diversi progetti di viabilità del tratto di 469 che attraversa l'abitato di Capriolo e Paratico arrivando a Sarnico, dove il ponte sull'Oglio crea ingorghi quotidiani.
Il vertice in Broletto aveva sostanzialmente cristallizzate le posizioni. Il Comitato aveva ribadito sia l'urgenza della nuova viabilità che la necessità di salvaguardare ambiente e paesaggio mentre i progettisti avevano spiegato di avere minimizzato l'impatto della nuova strada. Già in quell'occasione Mauro Parolini aveva paventato il rischio che un ulteriore rinvio facesse perdere il finanziamento. Neppure l'ultimatum sembra tuttavia aver fatto cambiare idea al sindaco di Capriolo. «Sono contrario all'approvazione della variante urbanistica - osserva Rigamonti -, perché il progetto non risolve il problema viabilità: prolungando il percorso di soli due chilometri la tangenziale, fermandosi in via Calepio, dirotterebbe il traffico in centro all'abitato. Mi ero espresso contro in minoranza nel 2008 sostenendo che si può fare meglio: se la bretella aggira Capriolo, resterebbero i dubbi, ma potrei comunque avvallare l'opera». Ma il primo cittadino ribadisce che l'ultima parola spetta ai cittadini. «Se la maggioranza dei cittadini chiede di approvarla, mi rimetterò alla loro volontà».
MAURO PAROLINI SI DICE intanto favorevole all'incontro pubblico «purchè si svolga in un clima costruttivo e senza strumentalizzazioni che nulla hanno a che vedere con la soluzione degli annosi problemi viabilistici a cavallo delle province di Bergamo e Brescia. Costruire il primo lotto - prosegue l'assessore provinciale - è la premessa per il secondo: se la variante non viene approvata i fondi, 8 milioni di euro, andranno ad un altro progetto, e la tangenziale sarà unita al progetto del secondo lotto. Il problema di via Calepio può essere risolto sprovincializzando la strada: con un senso unico il comune aprirebbe la nuova strada a chi è diretto in bergamasca, lasciando il vecchio tracciato al traffico per il lago».

Giancarlo Chiari

Giancarlo Chiari