L'industria chiede nuovi spazi ma il mondo agricolo si ribella
MAIRANO. L'ampliamento della «Franchini Acciai» sta già dividendo la politica e la comunitàLa Lega Nord annuncia battaglia: «La nuova forgia rischia di minare la vivibilità di Pievedizio e cancella 105 mila metri quadri di poderi»
Non c'è pace per il territorio agricolo della Bassa. Mentre è ancora in corso la battaglia contro il polo logistico di Azzano che cancellerà 570 mila metri quadrati di campagna, a Mairano la «Franchini Acciai» ha chiesto di trasformare 103 mila metri quadrati di area agricola (di cui 28 mila coperti) in industriale.[FIRMA] Le operazioni promosse nei paesi confinanti sono accomunate dal tipo di strumento autorizzativo scelto dai privati ed enti locali, ovvero la scorciatoia legale dello sportello Suap.
L'ampliamento della Franchini Acciai specializzata nella forgia delle strutture per le pale eoliche è giudicato positivamente dalla Giunta guidata dal sindaco Vincenzo Lanzoni, che ricorda «l'alta tecnologia che contraddistingue l'azienda ma anche l'opportunità di creare posti di lavoro vitali in questo periodo di crisi». Promette invece battaglia l'opposizione della Lega Nord. Non usa giri di parola il capogruppo del Carroccio Giulio Zacchi.
«CI OPPONIAMO SENZA riserve all'operazione perché si cementificherebbero 32 piò agricoli praticamente a ridosso delle case di Pievedizio. L' impatto visivo sarebbe devastante visto che i capannoni sarebbero alti come i campanili della frazione, senza contare i rischi di inquinamento acuistico visto che verrà installata un'altra forgia da circa 8mila tonnellate».
Ma il rappresentante della Lega Nord sottolinea soprattutto la necessità di arginare il consumo di suolo: «Basta cemento, dobbiamo difendere la terra dei nostri padri - afferma senza mezze misure Zacchi -. Non siamo contro il progresso e la buona industria, ma questa soluzione è inaccettabile. Avevamo fatto altre proposte, ad esempio favorire lo spostamento della ditta nella nuova zona artigianale a ridosso della Quinzanese». Zacchi riconosce il fair-play e la correttezza della Giunta, «che ha convocato tempestivamente la commissione urbanistica», ma critica la decisione di escludere la Valutazione di impatto ambientale, seguendo («il cattivo») esempio di Azzano. «Il sindaco - osserva Zacchi -, ha tradito le promesse elettorali che parlavano di parsimonia nel consumo di suolo». Lanzoni si difende. «Abbiamo escluso la Vas perché è previsto dalla normativa per piani produttivi inferiori ai 400mila metri quadri ma chiederemo efficaci interventi in termini di compensazioni ambientali. Il Suap non c'entra nulla con il nuovo Pgt, che sarà di una sobrietà francescana in fatto di consumo di suolo. Abbiamo anche affidato ad esperti lo studio degli aspetti ambientali del progetto. Quanto alla possibilità di spostare lo stabilimento a ridosso della Quinzanese non è realistico: non è possibile dividere a metà l'azienda». In attesa che si concluda la verifica di esclusione della Vas il Suap è congelato. Prossima tappa sarà la conferenza dei servizi con Provincia, Asl, Arpa e Comuni limitrofi. La Lega Nord di Mairano scalda i motori della protesta. «Abbiamo contrastato la centrale termoelettrica di Mairano e il polo logistico - afferma Zacchi -. Siamo disposti a intraprendere anche questa battaglia».
Pietro Gorlani
Pietro Gorlani
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