Accuse del Pd al sindaco: «Lancini è un recidivo»
IL CASO MENSA. Il primo cittadino di Adro aveva escluso dal servizio le famiglie moroseL'opposizione ricorda il bonus bebè negato a extracomunitari, ragazze madri, figli di matrimoni misti e il sostegno agli affitti ai soli cittadini Ue
«Quello che è accaduto alla scuola di Adro ci lascia esterrefatti, ma certo non stupiti». Esordisce così Silvio Ferretti, portavoce di zona del Pd, in occasione della conferenza stampa convocata ieri nella sede di via Risorgimento a Brescia per discutere della vicenda che ha visto il sindaco leghista del paese franciacortino negare l'accesso alla mensa scolastica a 40 bambini perché le famiglie non avevano pagato la retta.
«QUESTA AZIONE è solo l'ultimo, eclatante episodio di una politica discriminatoria che viene messa in atto da anni - - lamenta Ferretti, che a suggello della sua tesi cita due documenti ufficiali quali il Regolamento del fondo integrativo comunale d'affitto e quello per l'erogazione del bonus bebè - nel primo si specifica che possono accedere al fondo sostegno affitti solo i cittadini nati all'interno dell'Ue, mentre nel secondo (che è del 2005 e anticipa ampiamente il provvedimento del Comune di Brescia che tanto fece discutere, ndr) si dice addirittura che non possono usufruire del bonus i bambini nati da coppie extracomunitarie, miste e addirittura da ragazze madri - prosegue Ferretti - Mi chiedo come un partito che si proclama cristiano e si vanta di lasciare in magazzino la RU486 umilii così una donna che decide di tenere un figlio anche se non nato all'interno del matrimonio».
Sul concetto di discriminazione e umiliazione tornano anche gli altri rappresentanti del Pd provinciale, che rimarcano come l'amministrazione di Adro abbia scelto di privilegiare la strada della violazione dei diritti fondamentali dei bambini (e citano a questo proposito l'art. 2 della Convenzione dei diritti dell'infanzia) piuttosto che quella della mediazione.
«COME PD siamo dell'idea che le regole vadano rispettate, ma una amministrazione che si rispetti ha il dovere di prendersi cura delle categorie più deboli e di vagliare tutte le strade percorribili - evidenzia Rosa Leso, responsabile del settore scuola del Pd - Perché non si è cercata una sinergia con i servizi sociali o il coinvolgimento delle associazioni e dei sindacati? Perché non si è pensato piuttosto a misure di pignoramento che agissero sui genitori e non sui figli?». Giovanna Benini, membro della direzione del Pd e della commissione scuola, definisce quello di Adro « un caso eclatante di cattiva amministrazione» e si chiede quale immagine del futuro possano avere bambini che, già in condizioni di disagio sociale, si siano visti umiliare in quel modo dagli stessi adulti che avrebbero dovuto tutelarli.
Il segretario provinciale Pietro Bisinella, infine, richiama una più ampia riflessione sul tema del welfare e del diritto allo studio, non risparmiando una stoccata alle doti scuola del governo Formigoni «investimenti a fondo perduto che avrebbero potuto essere utilizzati in casi come questo, riempiendo finalmente di significato il vuoto federalismo di cui da mesi si parla».
Angela Dessì
Angela Dessì
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