Amianto, bonifiche in ritardo Pesano i costi di smaltimento

IL CASO. Denuncia di Legambiente Lombardia che teme non vengano rispettati i tempi di risanamento entro il 2015
Brescia si candida ad ospitare in discarica, da Cazzago a Montichiari, più metri cubi di materiale di quanti ne abbia sul suo territorio
05/05/2010
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Un'area contaminata dall'amianto

Tanto, troppo amianto, presente sui tetti di case e aziende si sta lentamente consumando aumentando di molto i rischi per la salute della popolazione. Un problema che accomuna la nostra provincia al resto d'Italia. A 18 anni dalla messa al bando della fibra killer, gli interventi di bonifica stentano a decollare e hanno ancora costi pazzeschi (circa mille euro a metro quadro) e pochissimi aiuti pubblici. Per questo Legambiente in un convegno tenutosi nei giorni scorsi a Milano, ha sollecitato la Regione ad avviare una seria pianificazione per lo smaltimento e il trattamento dell'amianto presente in Lombardia. «Si provveda da subito all'adozione di un piano che preveda anche l'individuazione di siti per lo smaltimento, senza inutili ritardi - ha dichiarato Barbara Meggetto, direttrice Legambiente Lombardia -. Diversamente l'impegno assunto dalla Regione per una "Lombardia Amianto Free" entro il 2015 diventerà una promessa impossibile da rispettare». Nota di merito alla Lombardia: è una delle 13 regioni italiane ad avere preparato un piano di bonifica dell'amianto (Pral). Brescia e la Lombardia sono primi anche nella classifica delle bonifiche già attuate: si stima che un 18% del totale delle lastre in amianto non funga più da coperture.
I DATI. Restano comunque inquietanti i dati forniti da Legambiente. In Lombardia ci sono 81 milioni di metri quadrati di materiale contaminato da amianto. Solo gli edifici pubblici costruiti con questo materiale sono oltre 4200 e più di 23mila quelli privati. E questi numeri sono in continuo crescendo dato che il censimento è tutt'ora in corso. Amianto killer in grandi quantità dunque presente in tutta la Lombardia che, silenziosamente, è causa di centinaia di morti: sono 1025 i casi di mesotelioma maligno registrati tra il 1993-2004 e di questi per 929 la causa è stata sicuramente l'esposizione diretta all'amianto. Preoccupanti anche i dati riguardanti la nostra provincia,dove ci sono 500mila metri cubi d'amianto da smaltire entro il 2015. Equivalgono alla volumetria totale di ben sei Crystal Palace infilati uno dietro l'altro. E riguarderebbero solamente le coperture, visto che le cifre sono state desunte dal telerilevamento effettuato dal Pral (piano regionale amianto Lombardia): vanno aggiunti le quantità interne, quali le coibentazioni e le strutture antirumore.
LE DISCARICHE. Se da un lato Legambiente incalza la Regione per accelerare la bonifica e individuare discariche, la nostra provincia si candida a diventare la pattumiera d'amianto della Lombardia, visto che al Pirellone sono piovute richieste di discariche per un totale di oltre 3 milioni di metri cubi. Autorizzata al momento c'è solo la discarica di via Brocchi in città (80mila mq), la cui realizzazione è contrastata dai residenti perché troppo, troppo vicina alle case (i lavori sono stati recentemente bloccati dal Tar). C'è poi la Ecoeternit srl di Montichiari (960 mila mc) che ha già ottenuto la Via positiva, anche se il sito è ancora sotto sequestro della magistratura perché lì si smaltivano illecitamente rifiuti inerti, ancor prima di avere l'autorizzazione. Ha già il via libera della Regione anche la Cerca srl di Travagliato, località Madonna Valverde (435mila mc) e si attende l'Aia della Provincia. Vorrebbe lanciarsi nel business della bonifica dell'amianto anche l'Aspireco srl di Gavardo, che vuole realizzare a Vighizzolo di Montichiari un impianto sperimentale per la trasformazione cristallochimica dell'amianto (240mila tonnellate l'anno). Non è finita: resta il rebus della discarica Profacta spa di Cazzago (2milioni di mc). Insomma, se la presenza di discariche potrebbe far diminuire di parecchio il costo dello smaltimento (di conseguenza incentivandolo) è nel contempo assurdo che la Provincia di Brescia (già martoriata da decine di discariche) si trovi a smaltire un quantitativo di amianto sei volte superiore a quello presente sui suoi tetti.
Pietro Gorlani

Pietro Gorlani