Il Comune ordina lo sfratto dell'associazione marocchina

FIESSE. Il provvedimento, «per dare alloggio a una famiglia bisognosa», sarà attuato il 21 luglio
L'alternativa offerta è un magazzino ma il gruppo Afaaq non è d'accordo E Cgil e opposizione denunciano «restrizioni a danno degli stranieri»
18/07/2010
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Il Palazzo municipale di Fiesse, paese di circa 2200 abitanti

Tra pochi giorni, più precisamente mercoledì 21 luglio, è prevista a Fiesse, in base ad un'ordinanza del sindaco Chiara Pillitteri, l'esecuzione forzata di sgombero dei locali, occupati in comodato gratuito dall'associazione culturale Afaaq, fondata da immigrati del Marocco.
Il motivo di questo drastico provvedimento da parte dell'Amministrazione comunale di Fiesse? L'iniziativa del Municipio di assegnare l'alloggio, ubicato nella frazione di Cadimarco «a una famiglia bisognosa» come scrive il primo cittadino. In alternativa? «Siamo ad offrirvi una porzione del magazzino comunale, sito in via Monte San Michele». Chiara Pillitteri nella lettera inviata all'associazione, invita i referenti di «Afaaq» a dare una risposta entro 60 giorni.
Ma la proposta non ha trovato d'accordo la comunità marocchina (la più numerosa sul territorio, sottolineando che il Comune di Fiesse con circa 2200 abitanti è costituito per il 20% da cittadini stranieri, ben integrati nel tessuto sociale). «E' una posizione inaccettabile - ha sottolineato Damiano Galletti, segretario provinciale della Camera del Lavoro, che ieri ha organizzato una conferenza stampa sulla vicenda -. A Fiesse sono vuoti una cinquantina di alloggi, che rappresenterebbero una possibile alternativa».
SOTTOLINEATO il ruolo dell'associazione Afaaq che, in 13 anni ha sempre agito per favorire il dialogo ed il confronto, Galletti ha ricordato: «Fiesse è un paese tranquillo, dove non si sono mai registrati episodi di vandalismo e microcriminalità». Ma il nodo non è tanto l'esecuzione forzata ai danni dell'associazione, bensì la chiusura del doposcuola, frequentato da una cinquantina di ragazzi, attivato proprio per favorirne l'integrazione nella realtà locale.
«Ora la vita degli stranieri - osserva Galletti - è più difficile. L'amministrazione di centrodestra è impegnata ad adottare misure restrittive, adducendo continui cavilli, soprattutto per quanto riguarda gli uffici anagrafe e tecnico, controlli notturni nelle abitazioni».
«Sul territorio - ricordano Natale Azzini (ex sindaco) ed Emanuela Ghidoni (entrambi consiglieri comunali d'opposizione) -si potrebbe individuare una soluzione alternativa allo sfratto. La maggioranza sta invece rompendo un processo di integrazione che stava dando buoni frutti. Siamo una realtà tranquilla ed operosa, in cui prevale il rispetto e la convivenza civile».
Chair Mohamed, presidente dell'associazione Afaaq porta a conoscenza che «erano stati acquistati 1000 mq. di terreno agricolo (30 mila euro) per costruire la sede e il doposcuola. Poi la precedente amministrazione aveva cambiato la destinazione dell'area. Purtroppo con l'avvento del centrodestra, il Pgt ha classificato la porzione di terreno a servizi sportivi». La conseguenza? «Sede culturale e il doposcuola non si realizzeranno». Infine Azzini rileva che il Comune ha adottato «un atteggiamento vessatorio e persecutorio nei confronti della comunità marocchina. E' inspiegabile l'aumento anche del 100% dell'affitto per gli alloggi pubblici, senza contare l'emissione di cartelle esattoriali sui rifiuti, maggiorate all'inverosimile».

Sergio Botta