La moria di pesci nel Gambara allarma anche Volongo

«PROVINCIA DA SALVARE». Disastro ecologico

Il sindaci della zona vietano la pesca. Nuovi accertamenti
21/07/2010
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Il cartello con il divieto di pesca

Inquinamento del Gambara: l'emergenza continua e ora l'allarme supera i confini della provincia coinvolgendo anche i comuni del Cremonese. Carcasse di pesci in via di putrefazione sono visibili anche alla passerella a circa un chilometro dal ponte. Stessa storia nel vicino paese cremonese di Volongo.
Dal ponte sul fiume Gambara alla periferia del paese sulla strada che porta a Fontanella Grazioli si possono notare parecchi pesci morti, scena accompagnata da un forte odore di liquame. Altri pesci morti di piccole dimensioni si possono vedere a circa duecento metri dal ponte nei pressi l'impianto di sollevamento per l'irrigazione, dove si nota anche un cartello con il logo e la scritta che identifica la zona come parte del Parco Oglio Sud.
Il sindaco di Volongo, Piera Lupi, fin da lunedì scorso ha fatto affiggere sul ponte e agli accessi al fiume un cartello con il quale si avvisa la cittadinanza: «Che a seguito sversamento sostanze inquinanti nel fiume Gambara è assolutamente vietato il consumo alimentare di fauna ittica fino all'esito delle analisi da parte degli enti competenti».
Anche a Gambara ieri il sindaco Tiziana Panigara ha fatto affiggere un cartello che vieta pesca, prelievo di acqua e balneazione, mentre oggi è attesto un sopralluogo degli uomini della polizia provincia che cercheranno di capire, risalendo il fiume, chi abbia causato il disastro.
Guarda su www.bresciaoggi.it la fotogallery del disastro.

Giambattista Manganoni