Stop ai lavori per il cimitero
E il sindaco: «Vietato morire»
RONCADELLE. Singolare iniziativa contro i vincoli finanziari imposti dal Governo I vincoli del Patto di stabilità hanno bloccato l'ampliamento anche se il Comune ha già i fondi Scatta il plateale atto di protesta
Varcano anche i confini dell'oltretomba, e non risparmiano di interferire con il mistero della vita e della morte, le tribolazioni dei Comuni bresciani alle prese con il giro di vite sulla finanza degli enti locali. Enti che hanno sempre meno soldi a disposizione e che, anche quando ce li hanno, sono sovente impossibilitati a spenderli a causa dei vincoli del «patto di stabilità».
ECCO CHE ALLORA, se per esempio al cimitero municipale non c'è più posto per seppellire i defunti, e al Comune viene impedito dai limiti finanziari imposti dal Governo di ristrutturare e ampliare il camposanto, un sindaco può adottare iniziative clamorose.
Come quella di Michele Orlando, primo cittadino di Roncadelle, che lunedì, presente la stampa, firmerà un'ordinanza che è ben più di una boutade: «Da oggi a Roncadelle è vietato morire», si ordina.
Un modo per attirare l'attenzione su un problema sconcertante, dopo che nemmeno le lettere al ministro Tremonti e al Presidente della Gepubblica Giorgio Napolitano sono bastate per sbloccare la vicenda.
Tra le varie opere fermate dal Patto di stabilità c'è infatti la ristrutturazione (costo previsto: 200mila euro) del Corpo A del cimitero di via Marconi.
Si tratterebbe di ristrutturare un centinaio di loculi, già liberati dai feretri (collocati in altre aree del camposanto o nell'ossario comune). I soldi per completare l'operazione ci sono, ma lo Stato non permette al Comune di spenderli.
Un'operazione che doveva, tra l'altro, essere soltanto il primo passo di un progetto più ampio di ristrutturazione dell'area cimiteriale, e che avrebbe fornito gli spazi necessari per un paio d'anni almeno, prima di interventi successivi, più vasti e risolutivi.
BLOCCATO IL TUTTO, Roncadelle ha la prospettiva di non sapere più dove seppellire da ora in avanti i propri defunti. E allora: «vietato morire». Lo ordina il sindaco.
Si potrà obbiettare che questa sia nient'altro che una boutade, una spiritosa provocazione su un tema, quello dei defunti, che viene solitamente trattato con ben altri toni.
È questo però solo l'ultimo di mille e mille esempi concreti di analoghi problemi che attanagliano i Comuni bresciani, anche per quanto concerne scuole, viabilità, servizi essenziali, sacrificati alla rigidità del patto di satbilità.
Ma se una «boutade» come quella del sindaco di Roncadelle contribuisce ad accendere i riflettori sui paradossi del patto di stabilità, allora ben venga la boutade.
Intanto il sindaco Orlando, contattato al telefono, preferisce evitare commenti: spiegherà tutto lunedì in una conferenza stampa. Intanto conferma solo una cosa: che quell'ordinanza che vieta di morire a Roncadelle lui intende firmarla davvero.F.V.
Tweet