«Molti comuni aggirano le norme sulla tutela»

GABRIELE LOVISETTO

20/08/2010
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Gabriele Lovisetto

Quando parliamo del Lago di Garda - spiega Gabriele Lovisetto - preferiamo parlare del territorio «unico» che lo racchiude e quindi della catena montana del Baldo ad Est, del Monte di Tignale e Tremosine ad Ovest, della corona delle Colline Moreniche che cingono da Salò a Volta Mantovana, la sua parte meridionale. Il Monte Baldo, non ha ancora avuto un riconoscimento di tutela. Il Parco dell'Alto Garda Bresciano è già da tempo una realtà, anche se il regolamento che dovrebbe proteggere il suo territorio ha consentito e consente numerosi "sfregi" ambientali».
Signor Lovisetto com'è stata accolta l'idea del Parco del Garda da Comuni, Province e Regioni gardesane?
«Gli Amministratori sinora, tranne alcune lodevoli eccezioni, hanno disatteso con vari escamotages le norme a tutela del paesaggio consentendo sui territori del Garda la costruzione di un'eccessiva quantità di edifici e capannoni industriali. Alcuni sindaci ed assessori hanno tuttavia condiviso l'iniziativa».
E la popolazione sta dimostrando interesse per il Parco del Garda?
«Ai banchi di raccolta firme per il nostro Progetto di Legge, abbiamo potuto misurare l'interesse, il sostegno e la condivisione sentita ed accettata con speranza. Non sono mancate critiche e pessimismi, ma aldilà di ogni considerazione ci sono state le oltre 10.000 adesioni al nostro progetto. Sono cifre che riflettono i sentimenti di una popolazione che ama il proprio territorio».
Avete avviato una stimolante iniziativa promozionale con la mostra già allestita in alcuni Comuni…
«Dallo scorso anno abbiamo avviato un impegnativo evento per aumentare la conoscenza del territorio mostrandone i cambiamenti nel tempo. La mostra intitolata «Volando sul Garda e le Colline Moreniche» presenta una grande ortofoto del lago di 60 mq resa calpestabile da un trattamento protettivo, una serie di maxifoto scattate dall'elicottero di notevole effetto paesaggistico, e un insieme di 140 foto aeree che raccontano la storia dei cambiamenti dovuti alla presenza dell'uomo comprese le brutture dovute all'ingordigia dell'attuale speculazione edilizia».
Quali altri paesi pensate di coinvolgere con la mostra? State interessando anche le scuole nell'opera di sensibilizzazione alla tutela del bacino?
«Le prossime tappe della mostra saranno Toscolano e Torri, località per le quali sono già stati presi gli accordi coi Sindaci. La realizzazione della mostra, dall'inizio del prossimo anno scolastico, ha lo scopo di coinvolgere scolaresche ed insegnanti su un tema tanto importante ».
Concretamente come vi state movendo per la realizzazione del Parco del Garda?
«Ci attendiamo di essere chiamati dai responsabili dell'ottava Commissione regionale, per illustrare motivazioni e dettagli sull'applicazione della proposta di legge».
Chi, infine, vi sostiene finanziariamente?
«Sin dalla costituzione del Comitato (marzo 2003), eravamo coscienti che il nostro impegno sarebbe stato sostenuto tramite autofinanziamento. È anche vero che per il notevole impegno economico della preparazione e gestione della mostra itinerante abbiamo chiesto e ottenuto contributi dagli assessorati provinciali e dai Comuni e associazioni. Quanto sinora ricevuto è però ben lontano dal metterci in grado di saldare il debito che abbiamo contratto per l'allestimento».