Il mais a rischio di estinzione diventa un tesoro per l'Oglio
ORZINUOVI. Dai campi al mulino il progetto punta a incentivare il turismo enogastronomico del bacino rivierascoLa «filiera corta» del Parco fluviale promuove e rilancia sul mercato le farine per polenta prodotte con l'antico granturco Quarantino
La riscoperta di una coltura a rischio di estinzione può diventare un'opportunità di promozione turistica. Accade nella Bassa bresciana che riassapora l'antico gusto della polenta di granoturco Quarantino. Promotore della reintroduzione di una varietà di mais sempre più rara è il Parco Oglio Nord, che punta rivitalizzare il territorio fluviale, esteso su aree preminentemente agricole, anche attraverso una campagna di incentivazione al consumo di prodotti tipici. Una campagna già avviata con la riscoperta del farro e la messa in vetrina di frutta, verdura, confetture, miele, carni, formaggi, salumi della Valle dell'Oglio. Il progetto Quarantino è iniziato nell'azienda dei fratelli Gipponi, a Belprato di Orzinuovi che hanno prodotto per conto del Parco Oglio Nord, senza la necessità di interventi antiparassitari, circa 50 quintali di granella del caratteristico mais, da cui sono state ricavate farine bramate ed integrali da polenta.
ESEGUITA LA MACINAZIONE a pietra, affidata al mulino Grande Ruota di Dello, l'ente di tutela del fiume si è fatto carico della commercializzazione della farina di Quarantino in occasione dei «Mercati agricoli» che si svolgono ogni prima domenica del mese a Orzinuovi e del «Biomercato» che si svolge invece ogni seconda domenica a Soncino.
L'esperienza di collaborazione del Parco Oglio Nord con l'azienda della cascina Belprato e con il mulino di Dello per lo sviluppo della filiera corta che avvicina i produttori ai consumatori è stata giudicata positiva e quest'anno si è allargata ad altre aziende comprese nel territorio del Parco per una produzione complessiva di mais Quarantino che dovrebbe aggirarsi sui 500 quintali.
SI TRATTA DI UN TIPO di mais che cresce e matura più rapidamente rispetto alle varietà normalmente coltivate. Fino agli anni Sessanta, prima dell'industrializzazione delle campagne, veniva seminato all'inizio dell'estate, dopo la mietitura del frumentoe giungeva a maturazione verso la fine di ottobre. Con il termine delle operazioni di raccolta, scartocciatura, sgranatura, essiccazione del cereale, a San Martino, si chiudeva l'annata agraria. Il Quarantino forma una pannocchia più piccola, rispetto alle altre varietà di mais, carica di chicchi lucidi, tondeggianti e serrati, di un colore rosso aranciato, che producono una farina ricca di proteine e di sapore intenso.
Il progetto avviato dal Parco Oglio Nord comporta la semina, alla fine di maggio, di una varietà a frattura vitrea (generalmente il mais coltivato è a frattura farinosa) in grado di coniugare la resa alla qualità. Secondo gli amanti della polenta, la farina ottenuta da questo moderno Quarantino sarebbe di qualità superiore rispetto a quella fornita dalle vecchie varietà locali.
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