Torna la mensa, ma si paga in anticipo
IL CASO. La nuova gestione lascia le tariffe invariate e il Comune introduce alcune novità operative per evitare i morosiObbligatorio lacquisto dei buoni. Deroghe ai menù? Solo per ragioni sanitarie e non per quelle religiose
Dovrebbe prendere il via il l'ultimo lunedì di settembre il servizio mensa del nuovo polo scolastico di Adro, gestito dalla nuova associazione, guidata dalle mamme sostenute dal sindaco Oscar Lancini. Per rivendicare la continuità con la precedente esperienza è stato adottato il nome di «Associazione promotori attività parascolastiche» togliendo solo «di Adro» per non confonderlo con il vecchio gruppo scioltosi dopo oltre 30 anni di attività e un braccio di ferro col sindaco. Le mamme del nuovo direttivo hanno iniziato in questi giorni la raccolta delle adesioni al servizio mensa che mantenendo le precedenti tariffe (da 1,25 euro a pasto per la fascia di reddito più bassa, a 4,05 euro per la più alta e per gli alunni che non risiedono a Adro) ha introdotto alcune novità, a partire dalla modalità di pagamento. Per l'anno scolastico in corso le famiglie che chiedono il servizio devono pagare in anticipo i pasti, ritirando un blocchetto con i tagliandi, e al menù è prevista la deroga, previa presentazione del certificato medico, solo per le intolleranze alimentari.
Altra novità, la possibilità per i genitori di pranzare il martedì, il giovedì e il venerdì con gli alunni. La comunicazione dell'avvio del servizio indica come termine per l'acquisto dei buoni il 20 del mese precedente, precisando che «il mancato acquisto anticipato comporta la sospensione dalla fruizione del servizio» e che «i genitori degli alunni sospesi dal servizio pasto hanno l'obbligo di ritirare dalla scuola i minori durante la pausa mensa e di riaccompagnarli alla scuola in tempo utile per l'inizio delle attività pomeridiane». La mancanza di un menù alternativo per venire incontro a chi, per ragioni religiose, non può consumare carne di maiale sta mettendo in difficoltà le famiglie musulmane. «Stiamo valutando con altre mamme cosa fare - spiega Jamila, madre di 3 figli - perché non ci si può chiedere di pagare un pasto che i nostri bambini potrebbero non poter consumare. Se non c'è un menu alternativo, come in passato, questo significa che rischiamo di pagare in anticipo pasti che quando ci sarà la carne di maiale non potremo consumare a meno di violare la nostra religione».G.C.C.
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