Scuole, presidio di protesta per oscurare il Sole delle Alpi

ADRO. Stamattina politici, associazioni e cittadini in piazza per chiedere di rimuovere il simbolo dal «Polo del sapere»

Dopo il colloquio le opposizioni attendono l’intervento del prefetto Le polemiche sulla nuova mensa gettano altra benzina sul fuoco
18/09/2010
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Il Sole delle Alpi che griffa le scuole di Adro continua a far discutere

Un'onda di protesta per oscurare il Sole delle Alpi. La mobilitazione scattata contro la decisione di «griffare» il polo scolastico di Adro con l'astro celtico «adottato» come marchio di fabbrica dalla Lega Nord, troverà un momento di sintesi di respiro nazionale nella manifestazione in programma stamattina. Dalle 9 in piazza Ruggeri ci sarà un presidio, ma nessuna sfilata per le vie del paese o davanti all'ingresso della scuola intitolata al Gianfranco Miglio. Nella piazza la questura ha sospeso invece il mercato.
All'iniziativa promossa dal Partito Democratico hanno aderito fra gli altri movimenti cattolici, associazioni della sinistra antagonista, sindacati e la commissione scuola dell'Anpi di Brescia guidata da Romano Colombini. Al sit-in parteciperanno molti «big» del Pd come Filippo Penati, membro della segreteria nazionale e Francesca Puglisi, responsabile Scuola, che leggerà un messaggio del leader «massimo» Pierluigi Bersani. In piazza scenderanno fra gli altri anche l'ex sindaco di Brescia Paolo Corsini e il segretario provinciale della Cgil Damiano Galletti. Attesa ma non confermata la presenza di Antonio Di Pietro fondatore dell'Italia dei Valori. Ma a giudicare dal tam-tam della rete web, saranno i cittadini comuni i veri protagonisti della manifestazione di dissenso. La pagina di Facebook «Via i simboli di partito dalla scuola pubblica» ieri contava già 4 mila amici, molti disposti a ingrossare le fila del presidio. Gli organizzatori della manifestazione havevano invitato a sfilare sventolando la bandiera italiana, rinunciando a vessilli associativi e di partito ma soprattutto ad ogni slogan provocatorio. Ieri mattina, una delegazione di Linfa, lista di minoranza di Adro che unisce esponenti di centrosinistra e Pdl, ha incontrato il prefetto Livia Narcisa Brassesco Pace. «Un colloquio cordiale - riferiscono Valerio Dal Pozzo e Silvio Ferretti del gruppo di opposizione -, durante il quale il prefetto, senza sbilanciarsi, ha confermato la sua massima attenzione al caso».
CASO CHE STA DIVIDENDO le coscienze e trasversalmente anche la politica: emblematico in questo senso il silenzio dei parlamentari leghisti bresciani sulla scelta del compagno di partito Oscar Lancini, sindaco di Adro. Ad aggiungere benzina sul fuoco, le polemiche sul servizio di mensa scolastica che scatterà il 27 settembre. A gestirlo sarà il sodalizio guidato da Giovanna Rinaldi che ha mantenuto il nome del gruppo uscente recentemente messo in liquidazione, ovvero «Associazione promotori attività parascolastiche di Adro». Una decisione contestata dalla ex presidente Graziella Paganotti. «I nuovi gestori della refezione si stanno servendo del nome dell'associazione che hanno contribuito ad affossare - osserva -. Le rette vengono pagate a una realtà con la stessa denominazione di un'associazione in liquidazione. Nonostante la partita Iva e il codice fiscale siano diversi il rischio confusione è evidente tanto più che la legge per evitare che venga carpita la fiducia degli interlocutori in modo fraudolento vieta le omonimie societarie». Per Graziella Paganotti inoltre, i nuovi gestori avrebbero «asportato illegittimamente le attrezzature della mensa appropriandosi di beni che non sono di loro proprietà visto che il sindaco non ha ancora sottoscritto la convenzione per la concessione in comodato gratuito delle nostre cucine». I genitori intanto hanno dovuto sopportare i primi disagi con lunghe code agli sportelli di iscrizione al servizio refezione.G.C.C.
SU WWW.BRESCIAOGGI.IT
Continua sul sito del nostro quotidiano la raccolta di voci e opinioni sul caso della scuola di Adro «griffata» con il Sole delle Alpi. Il 72 % dei lettori che hanno partecipato fin'ora al sondaggio lanciato da Bresciaoggi si dicono favorevoli alla rimozione del logo giudicato un vessillo politico.