Pronta la mensa scolastica ma il menù rimane top secret

ADRO. Oltre 500 gli studenti iscritti al servizio di refezione, ma il numero potrebbe crescere
Piatti alternativi per motivi religiosi? L'associazione avanza una proposta e don Chiappa continua ad acquistare buoni pasto per le famiglie in difficoltà
26/09/2010
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La manifestazione del 18 settembre ad Adro

Il maltempo ha cancellato ieri il gazebo organizzato dall'amministrazione leghista di Adro per la consegna del libro «Una casa per la scuola», edito per celebrare il nuovo polo scolastico; l'opposizione invece, attraverso la lista civica Linfa, ha provveduto al volantinaggio contro il simbolo leghista applicato un po' ovunque nell'istituto.
Il volantino lamenta che i simboli non siano ancora stati tolti, nonostante l'ordine del ministro Maria Stella Gelmini e la disapprovazione di Bossi e Maroni. Linfa accusa il sindaco di «tirarla per lunghe sperando che giornali e TV smettano di parlarne per non fare la figura, di quello che ha dovuto piegarsi» e ribadito che il sindaco «deve avere rispetto dei nostri figli, non può usarli per far pubblicità al suo partito» conclude che «i simboli della Lega devono essere tolti velocemente e non a spese nostre». Ma l'attenzione ora è tutta rivolta all'inizio delle lezioni di domani quando entrerà in funzione la mensa gestita dalla nuova associazione che nel frattempo ha continuato a vendere i blocchetti dei pasti prepagati, senza aver ancora consegnato ai genitori il menù e lo statuto dell'associazione. Sul menù, si sa, il sindaco ha più volte detto che non vi saranno piatti alternativi per i bimbi di altre religioni, tanto da suscitare le proteste dell'Unione delle comunità islamiche. Sempre domani è in programma il Consiglio comunale che nonostante altri temi all'ordine del giorno non potrà non registrare le tensioni, a partire dall'inaugurazione della scuola coperta di simboli del «Sole delle alpi».
Il dirigente scolastico Gianluigi Cadei si è adoperato per risolvere il problema di garantire l'assistenza ai bambini che non avessero pagato il pranzo e di chi, per motivi religiosi, non potrà piatti contrari ai propri precetti religiosi. Al primo problema ha contributo l'associazione che fa riferimento a don Angelo Chiappa, acquistando (e lo farà anche domani, primo giorno della mensa) i blocchetti per famiglie in difficoltà, al secondo la possibilità, avanzata dai responsabili della mensa di un piatto freddo in alternativa al maiale. In mensa lunedì ci dovrebbero essere 515 alunni, tanti sono i blocchetti pagati, ma il numero potrebbe crescere perché i termini per richiederla sono stati prorogati. Intanto, il contestatore Michele Parzani è pronto a portare la protesta contro i simobli fino al parlamento europeo a dorso di cavallo.

Giancarlo Chiari