Lancini ci ripensa e apre il consiglio
LA POLEMICA DI ADRO. Ieri la seduta era stata annuniciata a porte chiuse. Nel plesso scolastico la troupe di Striscia la Notizia. Botta e risposta con il PresidenteIl sindaco: «Non spetta a noi rispondere a Napolitano sulla scuola abbiamo le idee chiare». «Soli» rinviati Ex insegnante aggredita davanti alla scuola
«Non spetta a me rispondere a Napolitano», Oscar Lancini dribbla anche il presidente della Repubblica e la lettera del Quirinale sui "Soli delle Alpi" che campeggiano sulla scuola di Adro, ma non dibbla più, come ormai fa da quasi due settimane i giornalisti. «In questo paese abbiamo le idee molto chiare e sappiamo cosa fare» fa sapere ai cronisti che lo attendevano davanti alla sala del Consiglio comunale. Un consiglio, ecco l'altro colpo di scena della serata, che si è svolto a parte aperte, contrariamente ai proclami della vigilia e alla minaccia di blindare tutto. Ad Adro anche la troupe della trasmissione Striscia la Notizia che è entrata le plesso scolastico.
Da Parigi comunque il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto precisare la sua posizione spiegando che «su Adro io non ho fatto nessun intervento, sarebbe stato tardivo ieri o l'altro ieri. Io ho preso atto che c'erano state forti sollecitazioni che venivano dall'opposizione, dalla stampa, dall'opinione pubblica. Ho avuto fiducia che intervenisse, come doveva, il ministro e ho preso atto che c'è stato un intervento con cui è stata sollecitata la rimozione di quei simboli», le giornate continuano ad essere cariche di tensione.
Una giornata convulsa anche quella di ieri. In mattinata Romana Gandossi, pensionata, insegnante per 15 anni nella scuola di Adro e delegata di zona della Spi Cgil è stata aggredita davanti alla scuola, dove aveva appena accompagnato la nipotina. Arrivata in ritardo con la piccola era entrata nel cortile come prevede il regolamento e all'uscita, spiega la donna: «una pensionata mi ha afferrato le braccia scuotendomi e urlando "perché sei dentro la scuola e noi non possiamo entrare". Altre persone intorno le davano man forte urlando che quanto succedeva era colpa mia: ho avuto paura, ho spiegato due volte perché ero entrata senza risultato. La pensionata mi ha lasciato i segni delle unghie sulle dita. Le maestre che stavano entrando invece di intervenire mi hanno invitato ad abbassare la voce. Credo la colpa di tutto ciò sia della Lega di Adro che mi ha inserito con alcuni giornalisti, i consiglieri di minoranza ed il segretario del Pd di Adro nella lista di chi secondo loro infanga Adro».
Dopo l'episodio la signora Gandossi ha sporto denuncia in caserma, mentre la segreteria della Cgil parla di un «segno del pesante clima di intimidazione per chi non si sottomette al verbo leghista a Adro».
Male parole ieri pomeriggio anche per una madre che aveva appena pagato la mensa per alcuni bimbi di famiglie indigenti. «Stavo passando - racconta - quando ho sentito una donna di Paratico che non ha figli nella scuola, che raccontava ad una televisione che solo gli extracomunitari non avevano pagato. Dato che avevo pagato per chi non poteva con i fondi della sottoscrizione sono intervenuta precisando che tra i morosi c'erano più bambini italiani. A quel punto mi ha minacciato offendendomi e invitandomi a tornare in Albania, peccato che io sono di origine sarda».
La sera il consiglio comunale aperto ai giornalisti non ha affrontato direttamente la questione clou dei «soli delle Alpi nel polo scolastico», tema che è stato rinviato alla prossima seduta. Comunque della scuola si è parlato, e precisamente dell'offerta di Lancini di riacquistare il 20 per cento dell'area ceduta al consorzio di impresa per realizzare il polo scolastico. Un'operazione bocciata dall'opposizione che l'ha giudicata troppo onerosa.
Giancarlo Chiari
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