«Tapparelle e aula magna le carenze della scuola»
Copertura e rimozione dei simboli della Lega dalla scuola di Adro non hanno rassicurato gli insegnanti alle prese anche con le carenze del nuovo fabbricato. L'assemblea sindacale organizzata ieri da Cgil, Cisl, Snals, Gilda ha posto in primo piano la preoccupazione per il ritorno dei «Soli delle Alpi» annunciato da Oscar Lancini, sindaco di Adro, ma non ha dimenticato problemi specifici legati allle difficoltà di fa lezione.
LASCIANDO l'assemblea Pierpaolo Begni, Flc-Cgil, Luca Sandri, Gilda, Mario Soldato, Snals, hanno affermato che il ritorno del Sole delle Alpi è la principale ma non l'unica preoccupazione dei docenti. «Sia a livello provinciale che nazionale - ha detto Sandri - siamo solidali con gli insegnanti. Crediamo sia un diritto costituzionale che una scuola si occupi esclusivamente di insegnamento: non di cose esterne che non hanno nulla a che fare con l'attività didattica e la disturbano». «In assemblea - ha aggiunto Soldato - è emerso che tutti sono molto preoccupati che i simboli possano essere ripristinati. Come sindacati siamo tutti d'accordo che non possano tornare, abbiamo messo a disposizione i nostri uffici legali, locali e nazionali, ma personalmente sono convinto che questa partita non si potrà risolvere a livello locale. Per chiuderla definitivamente occorre far intervenire i vertici nazionali». «A Adro - ha sottolineato Begni - è fondamentale ricostituire il tessuto sociale che si sta disgregando: i docenti possono essere il collante se sono lasciati in pace e liberi nel gestire l'attività didattica asettica da ideologie e simboli di partito: nella didattica ci stanno diverse correnti di pensiero ma non ci stano ideologie di partito».
LE PREOCCUPAZIONE, però, non si limitano ai simboli ma interessando anche alcune difficoltà logistiche legate all'edificio. «Tutti gli insegnanti hanno riscontrato diverse lacune - spiegano i sindacati - ad iniziare dall'aula magna, che non esiste e non può essere sostituita dallo spazio a gradoni, dove ci siamo riuniti (uno spazio non idoneo per un'assemblea sindacale, perché chi non voglia partecipare non ha altri posti dove andare, nè per il collegio docenti che viene già fatto fuori). Le grandi vetrate, poi, con il sole che inonda le classi senza tapparelle impediscono di usare le lavagne multimediali e gli insegnanti hanno dovuto coprire i vetri con la carta e nelle classi tutti si sono lamentati perché mancano le vecchie lavagne con il gesso necessarie per attività artistiche e per disegno. Insomma in questa scuola tutti vivono un forte disagio: si sentono inseriti in un ingranaggio più grande di loro da cui non vedono via di uscita: ci manca solo siano ripristinati i simboli».GIANCARLO CHIARI.
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