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07.11.2010

In piazza contro la vivisezione «Fermiamo la Green Hill»

LA MANIFESTAZIONE/1. I dimostranti hanno raggiunto l'allevamento per poi tornare davanti al Municipio
Duemila persone sono giunte a Montichiari per protestare contro l'azienda che alleva cani destinati ai laboratori scientifici

Un momento della manifestazione di ieri pomeriggio a Montichiari


 Un momento della manifestazione di ieri pomeriggio a Montichiari
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«Duemilacinquecento luci accese per liberare 2500 cagnolini». Questo l'obiettivo che si proponeva la manifestazione di protesta organizzata ieri pomeriggio a Montichiari da un concentramento di organizzazioni animaliste che si sono date appuntamento nel quartiere Borgosotto di Montichiari per protestare contro l'azienda Green Hill che alleva cani beagles destinati alla vivisezione.
Oltre duemila persone sono giunte a Montichiari dall'Italia ma anche dall'estero. «Possiamo dire che l'obiettivo è stato raggiunto - ha spiegato Sara, delegata a tenere i rapporti con i mezzi di comunicazione - abbiamo acceso queste luci per spegnere la Green Hill e ridare la vita a 2500 cagnolini destinati alla vivisezione».
DALLA ROTATORIA di Borgosotto, vicino al ponte sul fiume Chiese, il corteo con decine di striscioni e cartelli si è poi mosso a piedi, accompagnato dagli slogan rilanciati dal megafono verso l'area artigianale dell'Arzaga e da lì sono saliti verso la Green Hill percorrendo via San Zeno. Hanno acceso i loro lumini, scandito slogan contro la vivisezione e distribuito volantini nei quali si afferma che «qualcosa è finalmente cambiato e l'ombra in cui agiva questo allevamento è stata tolta dalla luce di mille riflettori».
INFATTI si tratta della terza manifestazione con corteo nazionale a Montichiari organizzata nel volgere di sette mesi contro la Green Hill ma anche contro la vivisezione più in generale. «Il governo ci ha promesso di convincere la Regione Lombardia ad applicare le leggi degli allevamenti di animali anche alla Green Hill - spiega ancora Sara - e l'incontro dell'altro ieri in Regione a Milano ci dà buone speranze. Se la Green Hill verrà considerato un semplice allevamento di cani e non laboratorio per vivisezione allora saremo riusciti a salvare quegli animali».
La protesta aveva assunto una programmazione ben più ampia delle precedenti: era iniziata lo scorso 30 ottobre ed aveva percorso numerose città italiane, fino all'approdo monteclarense. Come già era accaduto nei due precenti appuntamenti, in aprile ed in maggio la Prefettura aveva predisposto un nutrito schieramento di poliziotti per garantire la sicurezza. Anche la Polizia comunale, i carabinieri e la Polizia stradale erano presenti in diversi punti della manifestazione per evitare disordini, che in verità non ci sono stati. Il corteo si è sciolto in serata nella piazza del municipio monteclarense.


Francesco Di Chiara