«No al gassificatore» Il fronte affila le armi

BEDIZZOLE. La protesta contro il progettato impianto energetico

Nascono comitati e anche un gruppo su «Facebook» Il sindaco punta a rinviare la conferenza in Provincia
03/05/2011
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Lo striscione apparso sul cavalcavia della tangenziale, a Bedizzole

Il «No al gassificatore» sta veramente mobilitando l'intera cittadinanza.
NON SI PARLA D'ALTRO a Bedizzole, e i bedizzolesi sono compatti su una posizione che non sembra incontrare riserve, dubbi o «distinguo»: il progrettato impianto che tramite essicazione trasformerebbe le deiezioni avicole in gas, e poi in energia elettrica, non s'ha assolutamente da fare.
Lo sostiene in prima persona il sindaco Roberto Caccaro, che ha chiesto di spostare la conferenza dei servizi con la Provincia prevista per il 27 aprile ad un'altra data, per dare il tempo ai bedizzolesi di dare una risposta organizzata.
«Tra le varie motivazioni del rinvio - ha spiegato il sindaco Roberto Caccaro - ci sono la necessità di dare il tempo ai comitati contro l'impianto che si stanno costituendo di organizzarsi, ma anche il scegliere una data tra due festività rischierebbe di non dare il giusto risalto ad una decisione di tale importanza».
Lo dicono le opposizioni di Centrosinistra e della Lega che in Consiglio hanno spronato il Sindaco a combattere con la massima intensità questa battaglia. Lo dicono quegli striscioni apparsi sui cavalcavia della tangenziale contro il gassificatore. Fanno bella mostra di sé, non solo e non a caso, sia vicino alla discarica alla Fusina e sia sulla strada tra località Palazzo e via Mocasina.
UN CLIMA di mobilitazione che si respirava intenso nel Consiglio comunale di venerdì sera, dove alcune signore tra il pubblico avevano lanciato l'idea di offrirsi volontarie come «scudi umani» contro l'impianto. La mobilitazione, insomma, si sente forte tra la gente e, oggi, dovrebbe ufficialmente costituirsi il comitato spontaneo contro quello che alcuni bedizzolesi hanno già definito «l'ecomostro».
È battaglia, e almeno per adesso tutta a senso unico.
E la mobilitazione corre anche sulla rete: su Facebook, il famoso social network, è nato il gruppo «No all'inceneritore di Bedizzole» che ha già raccolto, a pochi giorni dalla sua costituzione, ben 530 amici.

Nicola Alberti