Caso gassificatore Il sindaco spiega le ragioni del «no»
BEDIZZOLE. Una lettera inviata ai cittadiniSpostata al 3 maggio la conferenza
Il sindaco di Bedizzole Roberto Caccaro ha scritto ai cittadini una lettera, che verrà recapitata nelle case bedizzolesi in questi giorni, con la quale ribadisce il «no» suo e del consiglio comunale al gassificatore di polline che potrebbe sorgere in località Riali.
Nella lettera viene ripercorso l'iter del progetto: la 3A, ditta promotrice dell'impianto, chiede un incontro informale con gli assessori all'urbanistica, lavori pubblici, cultura, ecologia. In tale riunione gli amministratori palesano le loro prime perplessità.
In un secondo incontro, anche in seguito alle informazioni raccolte sulla tipologia dell'impianto, gli assessori ribadiscono la loro contrarietà.
La società 3 A, che ha sede a Padenghe, decide di presentare ufficialmente il progetto il 30 aprile 2010. Arriva poco dopo la risposta con la delibera di Giunta 1° luglio 2010, in cui l'Amministrazione ufficializza il suo no.
Il 27 dicembre viene altrettanto ufficialmente presentato il progetto definitivo dell'impianto, che prevede di ricavare energia elettrica dal gas prodotto bruciando le deiezioni avicole. Il Consiglio Comunale allora appone un vincolo di salvaguardia al la zona dove potrebbe essere costruito l'impianto. Nel marzo del 2011 arrivano gli studi, richiesti dal Comune, degli ingegneri Broglia e Belardi, che rafforzano negli Amministratori le convinzioni del no all'impianto: impatto ambientale, odori, rischi per la salute, smaltimento delle ceneri, carattere sperimentale dell'impianto. L'8 aprile, maggioranza e opposizioni, votano insieme contro l'impianto e nasce un comitato.
Nel frattempo il fronte del no ottiene una prima piccola vittoria: la conferenza dei servizi con la Provincia viene spostata dal 27 aprile al 3 maggio. Basterà questo per fermare l'impianto?N.AL.
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