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01.12.2011

Caserma, addio alle armi La Serini ha chiuso i battenti

LE FORZE ARMATE. La riorganizzazione della macchina militare impone la soppressione di un'altra infrastruttura
Prima scuola missili, poi reparto di manutenzione degli Hawk sino a pochi anni fa dislocati nel «Sito 11» di Manerbio

L'ingresso della caserma Serini di Montichiari, lungo la strada per l'aeroporto


 L'ingresso della caserma Serini di Montichiari, lungo la strada per l'aeroporto
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Caserma Serini, addio alle armi. Ha chiuso i battenti a Montichiari l'ultima, grande caserma dell'Esercito nel bresciano, sede del Reggimento di sostegno materiali speciali, a lungo scuola missili dell'Aeronautica e poi passata all'Esercito, a cavallo tra 2000 e 2001, che l'ha impiegata per l'assistenza del sistema missilistico imperniato sugli Hawk. Parte del personale, una quindicina di uomini tra ufficiali e sottufficiali, ha preso servizio all'ex distretto militare di Brescia, la Caserma Goito, ora Centro documentale dell'Esercito; la quota restante invece è stata trasferita nella sede di Montorio Veronese dove ha sede il comando del Reggimento.
LE FORZE ARMATE in questo modo realizzano un risparmio di circa 350mila euro, cifra necessaria ogni anno al funzionamento e al mantenimento dell'infrastruttura. Con la caserma monteclarense, che si distende lungo la strada dell'aeroporto, va in archivio una presenza di lunga data nella brughiera, peraltro sempre discreta non fosse solo per il delicato incarico a cui ha finora assolto: la manutenzione appunto dei sistemi d'arma missilistici.
La riorganizzazione della macchina militare, insieme al mutato quadro strategico degli ultimi vent'anni, ha lentamente messo in discussione la struttura fino alla decisione di sopprimerla: nello stesso tempo la Difesa ha optato per un nuovo sistema di contraerea imperniato sul Samp/T, di produzione francese. Qualche anno prima di Montichiari, il taglio aveva coinvolto anche la base missilistica di Manerbio, conosciuta come Sito 11, sede di una batteria di Hawk.
L'AMMAINABANDIERA alla «Serini» rientra appieno in quel processo di riorganizzazione che punta ad una «sforbiciata» dei costi, soprattutto del personale, pari a oltre il 60 per cento del bilancio della Difesa. Nel bresciano, l'elenco della presenza militare con compiti operativi è ora aperto dalla base dell'aeronautica militare italiana di Ghedi, sede del 6° Stormo, ma che ospita anche un reparto americano addetto all'armamento nucleare.
In tema di munizioni sono attive due polveriere: a Serle, il deposito monte Tre Cornelli e a Ome, il deposito monte Cimarone. A Gardone Valtrompia opera invece il distaccamento dell'Ufficio tecnico territoriale armamenti terrestri di Nettuno a cui è affidato il compito dell'accertamento della qualità e i collaudi su materiale di armamento vario e munizionamento. Sulla cima del Monte Maddalena funziona una struttura per le telecomunicazioni e i sistemi di allarme, mentre la Valle Camonica ospita due caserme, a Edolo la «Bertolotti» e al Passo del Tonale la caserma Tonolini, con funzioni di base logistica.
A Brescia, infine, la caserma Goito è sede del Centro documentale esercito, l'ex distretto, oggi punto di riferimento per tutta l'attività legata alla promozione e all'arruolamento dei volontari. Agli uffici di via Callegari fanno riferimento oltre a Brescia, anche le domande provenienti dalle province di Bergamo, Cremona e Mantova per un numero che sfiora le 500 unità.


William Geroldi