L'autodifesa: «Così si esagera»
LA SCUOLA E IL PAESE. L'istituto gardesano è stretto d'assedio dalle troupe delle tv. Intervengono genitori e politiciLa preside: «Nessuna violenza, ma un gioco erotico Il professore? Non li obbliga a restare seduti quando interroga. L'omessa denuncia? Io faccio l'educatrice»
Violenza sessuale, annuncia un sito internet. E un'agenzia di stampa: stupro. Un'altra: stupro di gruppo. L'aula trasformata in un inferno? «Mi sembra che si stia esagerando afferma in maniera pacata Tullia Roghi, la dirigente della scuola media D'Annunzio di Salò -. Non c'è stata nessuna violenza. Io lo definirei, piuttosto, un gioco erotico. La ragazza aveva preso una cotta, senza avere il coraggio di dirlo apertamente al diretto interessato. Così pagava tre compagni, affinchè la mettessero in buona luce. Quando i tre le hanno proposto delle cose spinte, lei ha capito che avrebbe potuto
risparmiare, ed ha accettato di farle. In classe, durante l'ora di lezione».
Ma il professore di lingue non è intervenuto. «Stava interrogando, e non si è accorto di quanto accadeva. Lui consente agli alunni di muoversi, non li obbliga a rimanere seduti nei banchi». Poi sono arrivate le punizioni, con i giorni di sospensione. Dieci anche per l'insegnante, un supplente, privato dello stipendio per tale periodo. Oltre a inviare una denuncia ai carabinieri, i genitori hanno deciso di ritirare la loro ragazza e di trasferirla in un paese vicino.
«PAPÀ E MAMME sono venuti a parlare, in tutta serenità aggiunge -. Io ho convocato i rappresentanti di classe, compresi quelli delle sezioni di Gardone Riviera e Toscolano Maderno. Nei giorni scorsi ho incontrato gli amministratori comunali di Salò per definire un protocollo d'intesa. Il problema è che, molto spesso, nell'arco della giornata, i ragazzi sono abbandonati a se stessi, e ricevono tanti, troppi messaggi negativi. Non sanno attribuire il giusto valore alle cose, spesso non hanno la capacità di pensare agli effetti di una determinata azione». Sull'accusa di omessa denuncia che le hanno rivolto: «Beh, il mio ruolo è di educare», risponde.
La presidenza è subissata di telefonate. Si fa sentire anche Maria Rosa Raimondi, responsabile dell'Ufficio scolastico provinciale. Fuori dall'istituto (270 alunni iscritti) un paio di troupe televisive, e giornalisti arrivati sia da Torino che da Milano. La Roghi viene da una famiglia di grandi firme del giornalismo italiano: il nonno, Bruno, ha diretto la Gazzetta dello Sport per nove anni, il Corriere dello Sport dal '47 al '60, e Tuttosport fino al '62, quando morì; il papà, Gianni, ha scritto numerosi libri, oltre che articoli su L'Europeo e il Giorno. Al Museo della scienza e della tecnica di Milano gli hanno dedicato la sezione «Uomo e mare».
«Come genitori vorremmo che non capitasse mai nulla interviene Bruno Frazzini, presidente del Consiglio di istituto, impiegato alla Comunità del Garda -. Non mi pare che nella circostanza sia successo qualcosa di terribile. Noi abbiamo fiducia nell'azione dei docenti e della preside, che non ha nascosto la testa sotto la sabbia, ma ci ha informato dell'accaduto, e preso dei provvedimenti».
Alcuni passanti, intervistati dalle Tv, mettono l'accento sul fatto che gli insegnanti dovrebbero «tenere d'occhio con particolare attenzione i più birichini». Episodi recenti di bullismo, ed aggressioni assurde, testimoniano come a Salò esista una situazione di disagio, tanto che l'assessore ai servizi sociali Bernardo Berardinelli sta studiando le azioni da intraprendere.
«Dobbiamo seguire soprattutto la fascia che va dai 10-11 anni di età (quinta elementare) ai 15-16 (biennio delle superiori). Per questo motivo abbiamo intenzione di moltiplicare gli sforzi con l'intervento di psicologi e il coinvolgimento delle varie realtà educative» assicura Berardinelli.
Sergio Zanca
Sergio Zanca
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