Asilo degli orrori: bimbi in aula, papà in caserma

ANFO. Alla fine solo la metà delle famiglie ha deciso di riaffidare i propri figli alla materna scenario delle presunte violenze di una maestra
Un gruppo di genitori ascoltato dai carabinieri Le mamme ammettono: «La normalità è lontana»
02/02/2012
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I bambini sono tornati ieri alla scuola materna di Anfo

I figli all'asilo, i genitori in caserma. Sono i due volti del faticoso tentativo della comunità di Anfo di tornare alla normalità. Ieri mattina solo la metà dei sedici bambini della materna, teatro delle presunte violenze di una maestra, sono tornati in aula. Due delle dieci famiglie che nell'assemblea di lunedì avevano votato a favore della riapertura della struttura per la prima infanza ci hanno insomma ripensato tenendo a casa i propri figli ufficialmente per un attacco influenzale. Resta comunque evidente la spaccatura fra i genitori coinvolti loro malgrado in questa triste vicenda che, a giudizio di molte mamme e papà, presenta ancora troppe zone d'ombra e domande rimaste senza risposta. Le famiglie dei bambini più bersagliati dalle angherie dell'insegnante avrebbero voluto un turn over completo del personale della materna. Ipotesi scartata anche per ragioni di carattere normativo-sindacale. A quel punto molti genitori hanno preferito non riaffidare i figli all'asilo. Ma le mamme che ieri sono andate a prendere i bambini a scuola si sono dette soddisfatte della scelta. «Nella materna si respirava un'atmosfera serena. Certo dentro di noi resta una profonda inquietudine - spiegano due mamme -: per tutelare i bambini e non instillargli altre paure ci siamo comportate come se nulla fosse, ostentando la massima disinvoltura». Ma qualche piccolo più sensibile ha colto qualche segnale. «Mio figlio chiedeva di un suo amichetto che è rimasto a casa - racconta un'altra mamma -: vedendo tanti posti vuoti in mensa qualche attimo di smarrimento lo avrà provato anche lui, ne sono certa». Ad accogliere i bambini c'erano le due nuove maestre Sara ed Eleonora con l'insegnante di sostegno e il dirigente scolastico Antonio Butturini. La giornata è scivolata via senza problemi per i bambini che sono usciti da scuola alle 16 tutti emozionanti per la neve che nel frattempo aveva cominciato a scendere più fitta. In tarda mattinata un gruppo di genitori è stato sentito dai carabinieri: molti nutrivano la speranza di poter vedere i filmati che inchioderebbero la maestra Laura. Ma nulla da fare. «Per ora dobbiamo credere agli investigatori e alle tv che parlano di strattoni, bambini trascinati per i capelli e costretti ad ingoiare il cibo con la forza - afferma sconsolato un papà -. Abbiamo però anche sentito dire che l'accusa potrebbe trasformarsi in abuso di mezzi correzionali. Se fosse vero saremmo sollevati da un lato perchè significherebbe che i traumi ai nostri bambini sono stati meno gravi di quanto ci hanno fatto credere finora. Ma dall'altro saremmo sconcertati per una vicenda gonfiata».

Mila Rovatti