Monti «liberalizza» la farmacia E il sindaco adesso ne vuole due

CASTREZZATO. Le riforme del Governo fanno decollare il progetto del punto vendita comunale
Lupatini: «Aprirà in pieno centro e vogliamo anche il dispensario» Ma l'unico farmacista del paese insorge: «Non ci sono i requisiti»
03/02/2012

«La farmacia comunale? Si farà, e a questo punto valuteremo anche la possibilità di farne due». Il sindaco di Castrezzato Gabriella Lupatini rincara la dose e tira dritto sul progetto della nuova farmacia, e, anziché accontentarsi dei benefici che dovrebbero garantire al progetto le liberalizzazioni del Governo Monti, ipotizza il raddoppio, con l'apertura di un dispensario nella frazione Bargnana. «QUANDO diventeranno esecutive le riforme Monti - spiega il primo cittadino - il criterio demografico giocherà a nostro favore. Per la seconda farmacia saranno sufficienti 6000 abitanti e non più 7500 - dovuti a un primo modulo demografico di 5000 residenti per la farmacia numero uno e 2500 per la seconda -. Restando valido questo criterio, coi nostri 7100 abitanti non avremmo potuto far altro che impugnare la norma e attendere il trascorrere dei mesi per cercare di ottenere un'apertura in deroga». A fronte di tale modifica il sindaco non ha esitato a ipotizzare il cambio di destinazione della comunale, inizialmente prevista in frazione Bargnana per rispettare il criterio della distanza e del borgo isolato rispetto al paese: non più in periferia, ma in pieno centro. «IL COMUNE ha bisogno di una seconda farmacia - spiega la Lupatini -. Il nostro territorio è piuttosto esteso e ramificato e la scelta della Bargnana era anzitutto dovuta alla necessità di rispettare il principio della distanza, che con i nuovi criteri demografici dovrebbe saltare. Per cui avvicineremmo ulteriormente all'abitato principale la nuova farmacia, visto che anche nel capoluogo ci sono intere zone a disagio per la mancanza di tale esercizio». Il sindaco non intende però rinunciare alla possibilità di un punto vendita in frazione. «Sarebbe l'ideale l'apertura di un dispensario per i farmaci più urgenti - conferma -, così da poter servire al meglio quella zona. Anche a fronte del piano di espansione Feniletto che finirà per rendere demograficamente più importante la frazione, oltre che più bisognosa di un servizio indispensabili come quello dell'approviggionamento dei medicinali. Sarebbe scorretto far percorrere tre chilometri ad anziani e ammalati per raggiungere l'unica farmacia del centro». Progetti, idee, intenzioni. Ma l'unica certezza, per il momento, è che il Comune ha ottenuto l'autorizzazione per aprire una farmacia in Bargnana, impugnando soprattutto il nuovo progetto urbanistico. Tuttavia su tale apertura pende ancora il verdetto del Tar cui ha fatto ricorso il farmacista del paese Franco Marchesi, contrario «perché mancano i requisiti. E prima di aprire il Comune deve comunque attendere quella sentenza. Aggiungo che in Bargnana di residenti castrezzatesi ce ne sono finora cinque. Gli altri sarebbero cittadini di Trenzano o Rovato. Per cui vorrei sapere che tipo di servizio intende garantire il nostro sindaco se non esiste un reale nucleo abitativo idoneo per un'apertura».

Massimiliano Magli

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