I volti dei banditi catturati da un video
ISEO. Inquirenti al lavoro dopo la rapina di giovedì sera alla gioielleria Sbalzer nel centro storico della cittadinaInventario del bottino intorno ai 200mila euro I tre malviventi entrati in azione a volto scoperto
Una rapina messa a segno da tre uomini a viso scoperto e armati di pistola e accetta non è cosa di tutti i giorni, a Iseo. Neanche il bottino, almeno intorno ai 200 mila euro, secondo gli ultimi conteggi, è roba ordinaria. Molti residenti sono perciò sfilati ieri davanti alla gioielleria Sbalzer per constatare eventuali segni di effrazione e ricostruire con la fantasia le fasi di uno svaligiamento che l'altra sera non ha avuto altri testimoni che il titolare e una commessa del negozio. L'ora era tarda, del resto: intorno alle 18,30. E la gioielleria assaltata, situata sul fianco destro del municipio, si trova in posizione defilata rispetto alla centralissima piazza Garibaldi: si affaccia infatti sul vicoletto che si apre sul porto Gabriele Rosa. Nelle adiacenze, causa il freddo pungente di questi giorni, il deserto. I tre malviventi hanno agito con estrema determinazione. Forse il giorno prima vi avevano effettuato un sopralluogo, ma poi avevano desistito per la presenza al bancone di due clienti. I banditi entrano, come detto, a viso scoperto. Per farsi aprire, basta suonare il campanello. Niente bussola, niente porte scorrevoli. Dentro ci sono Umberto Sbalzer, titolare col fratello Massimiliano dell'esercizio, e una commessa. I due sono strattonati e spinti a terra, faccia sul pavimento. Uno dei rapinatori, parlando in un inglese stento, forse per dissimulare la sua vera nazionalità, li tiene sotto la minaccia di una rivoltella. I suoi compari, intanto, lavorano l'uno di ascia, a sfondare dall'interno le vetrinette, e l'altro di mani, a ramazzare orologi e preziosi. Tutto dura pochi minuti. Sotto l'occhio delle telecamere di sorveglianza. Poi i tre escono e si dileguano nel buio della sera, con ogni probabilità presi a bordo da un complice che li aspettava sul porto. Tutto liscio, un colpo portato a termine con maestria, velocemente e senza complicazioni. Una sequenza che, registrata dai filmati, ieri è stata più volte passata alla moviola dagli inquirenti alla ricerca di indizi utili per risalire alla banda. Le immagini più nitide sono già state inviate a tutte le questure e a tutte le stazioni dei carabinieri d'Italia. Non è la prima volta che la famiglia Sbalzer è presa di mira dalla malavita a Iseo. Nel maggio 1998 sempre tre banditi, dopo aver strappato la serranda della gioielleria Salzer di via Mirolte con un cavo agganciato a una Fiat Uno bianca, bucarono le vetrine con mazze appuntite e arraffarono orologi e preziosi per un valore di 400 milioni di lire.
Giuseppe Zani
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