La bomba sexy del Bar Cafè
fa «esplodere» le sue omonime

BAGNOLO. È dopo il vortice di popolarità stasera si rischia un esodo biblico al suo locale. Anche le altre Laura Maggi assediate su Facebook. Intanto il primo cittadino rafforza il servizio d'ordine
24/02/2012
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Laura Maggi è diventata l'icona sexy delle bariste dei sogni proibiti

Bagnolo. «Sono Laura Maggi, ma non quella di Bagnolo (per fortuna), non mandatemi richieste inutili, grazie!». La tempesta ormonale scatenata dalla barista col vizietto per la mini e tacco 12 si misurano benone dai fuochi d'artificio attizzati sui social network: nel mondo virtuale di Facebook le mille Laura Maggi - beffarda omonimia - sono disperate almeno quanto le casalinghe disperate di Bagnolo; nel mondo reale, invece, il piccolo centro della Bassa si prepara all'esodo dei «machi» bassaioli verso il bar «Le Cafè» di via Solferino, che stasera aprirà le sue dorate porte della percezione ad una prevedibile fiumana di scapoli e ammogliati leccatissimi e in cerca di emozioni forti.  Piccolo problema: dove sta il confine tra i due mondi? Bisognerebbe chiederlo alla stessa Laura Maggi, che ieri sgattaiolava tra uno sgabello e l'altro di tutti i salottini intellettuali della tv generalista, passando in scioltezza dai promontori avant-garde di Mattino 5, alla giungla bene della fascia primo-pomeridiana Rai. E che invece stasera, reduce dalla sbornia mediatica, tornerà alle sue mansioni di competenza dietro al bancone, preparando cocktail al testosterone dall'aperitivo alle ore piccole. Conditi da quel pizzico di folgorante celebrità acquisita d'un botto, che negli ingranaggi di tutto ciò che è pop fa gioco più del cacio sui maccheroni. Arriverà in parata stile regina per una notte o adotterà un profilo discreto? Che mise sfoggerà per il «gran ritorno»? Magari quella che l'estate scorsa ha scatenato la rumba come un viagra celebrale e senza effetti collaterali: un ridottissimo bikini maliziosamente confezionato con biglietti della lotteria Gratta e vinci. Riusciranno le vagonate di pretendenti che finiranno inesorabilmente in bianco a mantenere il sangue freddo, senza trasformare il meeting goliardico in una baruffa da lupi selvaggi? Secondo il sindaco di Bagnolo Cristina Almici, problemi di ordine pubblico non ce ne saranno, «anche se in ogni caso – precisa – abbiamo già allertato vigili e carabinieri affinché facciano gli straordinari...perché prevenire è comunque meglio di curare: e stasera in paese ci sarà mezzo mondo». Il pellegrinaggio a «Le Cafè», minuscolo baretto sdraiato in una via del centro dove ci stanno poco meno di cento persone (più una). Che ovviamente fa Laura di nome e Maggi di cognome, nonostante il resto dell'universo la conosca soprattutto per essere una Bocca di Rosa in salsa post-moderna, già capace di scatenare querelle etiche sofisticatissime e al limite del parossismo.  «I clienti che frequentano nel mio bar si comportano bene - ribadisce lei -: magari fanno qualche battuta, ma non sono mia volgari. Le donne del paese mi attaccano perché sono invidiose, ma non vengono a lamentarsi da me, ma vanno dai vigili o dal sindaco». Una cosa è sicura: gli affari andranno a gonfie vele. E poi pazienza se, come ha detto il sindaco, «è triste che il nostro paese sia diventato famoso in tutta Italia per una storia del genere». Perché dopotutto, un aspetto positivo per la comunità di Bagnolo esiste ed è bipartisan: gli stuoli di conquistadores rimasti senza bicchiere finiranno per servirsi nei bar vicini, l'economia girerà, mentre le quarantenni invidiose - in omaggio - riceveranno tanto pane (maschio) per i loro denti e forse non piangeranno più.

Elia Zupelli




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