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27.03.2013

Voleva fare il falegname: ha «messo via» la laurea e ha scolpito il suo sogno

Un'ironica immagine del falegname designer Gionata Dellacà

Un'ironica immagine del falegname designer Gionata Dellacà
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«Strangeways, here we come» cantavano gli Smiths a fine anni '80. Ebbene, prendendo a prestito molto liberamente quel titolo e traducendolo con «strane direzioni, eccoci qua», potremmo usarlo per raccontare una storia esemplare: quella di un potenziale «economista» che diventa falegname. Certo, Ludriano non è Manchester e la Bassa bresciana non somiglia propriamente all'Inghilterra thatcheriana ma la storia di Gionata Dellacà sembra «cucita» su quella frase. Un'esperienza coraggiosa, per tempi bui come questi, dove la morsa negativa della crisi pare aver annichilito quell'irrazionale istinto giovanile a seguire il cuore prima della testa, la passione prima dell'obbligo. Il ventinovenne Dellacà, originario di Ludriano, ha parcheggiato le «certezze» conquistate con una laurea in economia internazionale, nel 2009, e con il Master in «sviluppo umano e ambiente», per tuffarsi in un futuro ancora tutto da scrivere. «Le discipline economiche mi stavano strette. Ho deciso di mollare tutto e fare quello che mi appassionava veramente: lavorare il legno» racconta Dellacà, che dal 9 aprile esporrà al Fuori Salone, nella Galleria Post Design, le creazioni che realizza con il collettivo milanese capitanato dal designer Giacomo Moor. «Nel nostro progetto, intitolato "Attraverso" - prosegue il bresciano - abbiamo usato travi di rovere vecchio che, con nodi, imperfezioni e crepe, testimoniano il passaggio del tempo. Abbiamo combinato il legno con il materiale che più di ogni altro segna una zona di confine e di passaggio: il cemento». Il lavoro di Dellacà oggi è una sorta di artigianato avanguardistico d'uso quotidiano. Nello studio di Moor figurano anche lampade, librerie, scrivanie, sedie e pezzi di design di varia ispirazione. «Tutto è iniziato dopo il master, con una scuola serale di restauro - ricorda Dellacà -. Oggi frequento due corsi in contemporanea: restauro e falegnameria. Trasformare la passione nella professione della vita, però, è stato arduo: ho dovuto bussare alla porta di svariate falegnamerie, ma l'incontro con Giacomo nel suo laboratorio di via Padova, a Milano, è stato illuminante da subito. Ho capito immediatamente che quello sarebbe stato il posto giusto per me. Lì abbiamo tutti meno di 30 anni...». E.ZUP.

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